I sondaggi in politica sono davvero così importanti?

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Anna Tortora

La crisi politica, negli ultimi tempi, si è pericolosamente aggrovigliata. Non solo non si vede ancora la fine della lunga transizione, iniziata ormai trenta anni fa, ma la situazione sembra avvitarsi su se stessa con esiti imprevedibili.
In tutto questo, abbiamo anche i sondaggi campati sul nulla.
Troppo poco lo spazio per elencare i nomi ed i contributi culturali che ciascuno di questi “personaggi” ha dato nella seconda metà del secolo scorso perché l’Italia potesse stare al passo delle grandi democrazie europee.
Oggi, invece, vige e vince la velocità dei media, che riduce a semplice e sommaria notizia qualunque evento. Un fenomeno che ha trasformato il linguaggio e le modalità di comunicazione tra gli essere umani…e vai con i sondaggi!  Senza questa premessa non si capirebbe come sia stata svuotata e banalizzata l’informazione ed il processo di formazione delle opinioni sociali e politiche. È da questo che viene fuori la grande menzogna di attribuire a determinati partiti politici vittorie elettorali che non ci sono,  sopravvalutandone le dimensioni ed i significati. Guardiamo al voto delle europee di due anni fa. Gli astenuti sono stati intorno al 45%. In pratica, circa un elettore su due non ha votato. Come possiamo fidarci dei sondaggi che danno Fdl in grande “vittoria”?
Vi ricordate quando Renzi, forte nei sondaggi, perse in maniera quasi vergognosa?
Così per Salvini che cantava vittoria e vantava un 34%  ma che in effetti era al 19 %.
Comincio a pensare che i sondaggi siano frutto delle speranze di qualcuno.
E comincio a pensare che si debba fare politica in maniera molto più seria.

NARDONE

“Tutti i tentativi di frammentazione accaduti finora hanno avuto vita breve e nessuna prospettiva politica. Per noi cambia poco, ma mi dispiace che alcuni amici parlamentari di Forza Italia si siano prestati ad una delle tante operazioni di palazzo, senza seguito nel Paese, che non li porterà da nessuna parte”.
Silvio Berlusconi, ieri in un suo post di Facebook.

Avrà avuto i suoi buoni motivi.

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.