Guida a una corretta pulizia del gres porcellanato

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Potremmo definirlo il mimo dei pavimenti, un materiale che ne imita altri, più pregiati e costosi, aggiungendo caratteristiche che lo rendono più resistente e versatile. Chiunque si sia trovato almeno una volta a scegliere il rivestimento per una casa o un locale ha sentito parlare del gres, il pavimento più venduto in Italia e all’estero.

NARDONE

Un materiale che si ottiene cuocendo e pressando argille ceramiche e sabbia, per lo più, un processo che si definisce sinterizzazione. Si dà vita così a un materiale che essendo ben pressato ha una porosità minima, insignificante rispetto a legno e pietra. Una delle caratteristiche più apprezzante da chi lo sceglie: in altre parole il gres è facile da pulire.

Questo è vero, come vedremo, ma come per ogni altro pavimento è vera anche un’altra cosa: il gres è facile da rovinare. I due aspetti sono in un certo senso collegati. Questa guida serve proprio a chi non vuole sbagliare, perché bastano pochi semplici accorgimenti per non avere problemi.

Pulizia dopo la posa

Cominciamo dal principio, e quindi dalla pulizia che va fatta dopo la posa del pavimento. La prima in assoluto. Talvolta se ne occupano gli stessi operai, o quanto meno sono essi a fornire le prime fondamentali indicazioni su come prendersene cura. Ecco, dipende dal grado di specializzazione. Di  sicuro il primo buon consiglio è rivolgersi non tanto alla ditta che si è occupata dalla posa, quanto a quella che ha venduto il materiale.

In ogni caso come di consueto il pavimento risulterà sporco, impolverato, ma soprattutto con qualche incrostazione, e la prima reazione potrebbe essere quella di aggredirlo con prodotti chimici e abbondante olio di gomito. Sbagliato, così si rischia di rovinarlo.

La miglior soluzione è dotarsi di un prodotto a base acida, ma in percentuale moderata (questo link trovi diversi esempi, ma si possono sperimentare svariate alternative con le medesime percentuali di acido) e di una spazzola con setole leggermente abrasive. Come primo tentativo meglio sperimentare il prodotto su una parte del pavimento non troppo visibile, per verificarne l’azione. A seconda delle indicazioni riportate sul flacone usare il prodotto puro o in forma diluita, strofinare tutta la superficie senza insistere troppo su alcune aree che ci sembrano più sporche. Se il pavimento si trova all’esterno meglio effettuare la pulizia quando c’è ombra, altrimenti i raggi del sole rischierebbero di potenziare l’azione dell’acido.

Pulizia di ogni giorno

Esistono diversi tipi di gres, quindi vi sono anche svariati prodotti ad hoc per ogni tipologia. Il gres effetto legno è un prodotto diverso dal gres opaco, così come il gres per esterni ha una resistenza maggiore rispetto a quello più delicato per interni. Le distinzioni sono tante, per questo vogliamo offrire dei suggerimenti per quelle che sono le due tipologie di gres più diffuse, per l’appunto, l’effetto legno e quello opaco.

Pulire il gres porcellanato effetto legno

Il gres porcellanato effetto legno cerca di simulare la presenza del parquet, ci riesce quasi alla perfezione, non fosse per il calore che al tocco tradisce la differenza di materiale. Per il resto, texture e colore sono perfettamente riprodotte, con il vantaggio che il gres è molto più resistente del parquet.

Quindi la pulizia può avvenire con scopa, aspirapolvere e panni cattura polvere. Per i detergenti, è consigliabile utilizzare prodotti specifici, anche in questo caso senza olii o sostanze lucidanti, poiché potrebbero rimanere incastrati nelle finte venature, sedimentandosi irrimediabilmente.

Pulire il gres porcellanato opaco, ruvido o irregolare

Queste piastrelle riprendono la pietra naturale, ad esempio il marmo o l’ardesia. Anche in questo caso, la resa è realistica, ma il prezzo è decisamente inferiore. Si tratta di un materiale molto usato per i pavimenti per esterni, in quanto più resistente e adatto a sopportare l’azione degli agenti atmosferici.

Non vi sono particolari indicazioni da dare se non l’utilizzo di spazzole con setole piuttosto morbide e l’uso di soli prodotti a basso contenuto di tensioattivi. La presenza di questi elementi contraddistingue i detergenti molto schiumosi, questi possono infiltrarsi nei micropori delle piastrelle e riattivarsi con l’acqua andando a formare macchie. A quel punto il pavimento sarebbe irrimediabilmente rovinato.

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Redazione

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