Green pass, strumento di libertà o di incostituzionalità?

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Anna Tortora

Ho già scritto più volte sul green pass, cercando di dare notizie libere da ogni pregiudizio.
L’argomento si sta facendo ancora più serio e più che facilitare la libertà dei cittadini, sembra si siano creati dei muri tra di essi.
“La discriminazione di una categoria di persone, che diventano automaticamente cittadini di serie B, è di per sé un fatto gravissimo, le cui conseguenze possono essere drammatiche per la vita democratica. Lo si sta affrontando, con il cosidetto green pass, con inconsapevole leggerezza. Ogni regime dispotico ha sempre operato attraverso pratiche di discriminazione, all’inizio magari contenute e poi dilaganti. Non a caso in Cina dichiarano di voler continuare con tracciamenti e controlli anche al termine della pandemia. E varrà la pena ricordare il ‘passaporto interno’ che per ogni spostamento dovevano esibire alle autorità i cittadini dell’Unione Sovietica. Quando poi un esponente politico giunge a rivolgersi a chi non si vaccina usando un gergo fascista come ‘li purgheremo con il green pass’ c’è davvero da temere di essere già oltre ogni garanzia costituzionale.
Guai se il vaccino si trasforma in una sorta di simbolo politico-religioso. Ciò non solo rappresenterebbe una deriva anti-democratica intollerabile, ma contrasterebbe con la stessa evidenza scientifica. Nessuno invita a non vaccinarsi! Una cosa è sostenere l’utilità, comunque, del vaccino, altra, completamente diversa, tacere del fatto che ci troviamo tuttora in una fase di ‘sperimentazione di massa’ e che su molti, fondamentali aspetti del problema il dibattito scientifico è del tutto aperto. La Gazzetta Ufficiale del Parlamento europeo del 15 giugno u.s. lo afferma con chiarezza: «È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate». E come potrebbe essere altrimenti? Il vaccinato non solo può contagiare, ma può ancora ammalarsi: in Inghilterra su 117 nuovi decessi 50 avevano ricevuto la doppia dose. In Israele si calcola che il vaccino copra il 64% di chi l’ha ricevuto. Le stesse case farmaceutiche hanno ufficialmente dichiarato che non è possibile prevedere i danni a lungo periodo del vaccino, non avendo avuto il tempo di effettuare tutti i test di genotossicità  e di cancerogenicità. ‘Nature’ ha calcolato che sarà comunque fisiologico che un 15% della popolazione non assuma il vaccino. Dovremo dunque stare col pass fino a quando?
Tutti sono minacciati da pratiche discriminatorie. Paradossalmente, quelli ‘abilitati’ dal green pass più ancora dei non vaccinati (che una propaganda di regime vorrebbe far passare per ‘nemici della scienza’ e magari fautori di pratiche magiche), dal momento che tutti i loro movimenti verrebbero controllati e mai si potrebbe venire a sapere come e da chi. Il bisogno di discriminare è antico come la società, e certamente era già presente anche nella nostra, ma il renderlo oggi legge è qualcosa che la coscienza  democratica non può accettare e contro cui deve subito reagire.”
Giorgio Agamben  e Massimo Cacciari

NARDONE

Inutile dire che i vaccini sono necessari e che più del 70% dei cittadini sono vaccinati.
““In queste condizioni, senza deporre ogni possibile strumento di resistenza immediata, occorre che i dissidenti pensino a creare qualcosa come una società nella società, una comunità degli amici e dei vicini dentro la società dell’inimicizia e della distanza. Le forme di questa nuova clandestinità, che dovrà rendersi il più possibile autonoma dalle istituzioni, andranno di volta in volta meditate e sperimentate, ma solo esse potranno garantire l’umana sopravvivenza in un mondo che si è votato a una più o meno consapevole autodistruzione.”
Giorgio Agamben

Infatti…
“Ho fatto decine di dibattiti televisivi sull’euro con l’onorevole Donato che oggi, in quanto contraria a vaccini e green pass, lascia la Lega.
I vari Donato, Rinaldi, Borghi, Bagnai sono quelli che in piena pandemia economica cavalcavano il no euro e in piena pandemia sanitaria cavalcano il no vax.
Gente che costituisce il prezzo che volentieri paghiamo per vivere in una società libera in cui veramente tutti possono esprimere le proprie opinioni.
La Lega ha certamente tutto da guadagnare da questa uscita e ancor più se seguissero le altre, anche se per lungo tempo si è giovata del lavoro di accurata disinformazione di questi signori, lasciando che fossero altri ad ammaccarsi davanti all’opinione pubblica mentre cercavano di contenerne i danni.
Confido di non assistere alla transumanza di simili personaggi in Fratelli d’Italia, perché spero che Giorgia Meloni voglia caratterizzare il posizionamento all’opposizione del suo partito per l’ennesima prova di coerenza di chi vuole governi politicamente chiari e non di larghe intese, non per la scelta di diventare la nuova casa degli orfani sbiellati e imbarazzanti del felicemente archiviato salvinismo versione 2013-2018.
Per il centrodestra è anzi l’occasione di mettere alla porta questo variegato mondo che costituisce ormai una vera e propria  metastasi politica interna.”
Enrico Zanetti

A quanto pare la soluzione non è condivisa…
“SIENA.Strappare i trattati della gabbia europea e sbatterli in faccia a Letta è plasticamente un punto importante del nostro programma. In questo modo diamo fiato e forza ai lavoratori licenziati dalle delocalizzazioni e a quelli discriminati dal Green Pass.”
Marco Rizzo, PC

Per un’ottima conclusione.
“Tutto il dibattito sul green pass (lasciapassare) è, ormai, superato dai fatti. È in differita. La realtà, in cui il numero dei vaccinati è maggiore non poco rispetto al numero dei non vaccinati, meriterebbe altre idee: come uscire dall’emergenza, come convivere con il virus (la Spagnola, ad esempio, è ancora tra noi), come evitare nuovi e vecchi fanatismi. Insomma, un recupero di normalità o equilibrio culturale che aiuterebbe la pratica.”
Giancristiano Desiderio, giornalista e scrittore

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.