Governo e Regioni a confronto per chiarire l’ultimo decreto anti-Covid

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“E’ chiaro che nelle prossime settimane dovremo aprire un confronto con le Regioni e nelle prossime ore apriremo un tavolo tecnico per affrontare le questioni che hanno proposto”, spiega lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza.

Sul breve periodo intanto sono già annunciate novità in arrivo. Dal prossimo mese si entra con il certificato verde, base o rafforzato, ovunque eccetto che in supermercati, alimentari, ospedali e farmacie. E al momento resta un punto interrogativo sui negozi di intimo, edicole e tabaccai. Con le somministrazioni dei vaccini che prendono il volo – dall’introduzione dell’obbligo per gli over 50 sono state quasi 700mila le prime dosi – il Governo è pronto a modificare entro i prossimi 15 giorni le regole sul conteggio dei ricoveri da Covid. Prima ancora, la prossima settimana, si appresta a stilare la lista definitiva delle uniche attività ancora aperte a persone senza tampone, né siero, ovvero quelle sprovviste di Green pass. Il provvedimento – sotto forma di Dpcm – potrebbe arrivare in vista del prossimo Consiglio dei ministri e servirà a chiarire quanto contenuto nell’ultimo decreto anti-Covid, secondo cui il lasciapassare ‘base’ sarà necessario dal primo febbraio anche in uffici pubblici, servizi postali, banche e attività commerciali, ad esclusione dei servizi “necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona”.

Costa: no a scuole chiuse

“Se vogliamo che gli italiani continuino a rispettare le regole dobbiamo semplificarle e prendere atto che quasi il 90 per cento degli italiani si è vaccinato”, così il sottosegretario che riconosce la necessità di considerare quanto fatto finora e quanto ai cittadini sia anche costato. “L’obiettivo è quello di convivere con il virus, quindi smettiamola di fare tamponi agli asintomatici. Lo stesso Fauci ha detto che tutti incontreremo il Omicron, prima o poi. Ma nel nostro Paese ci sono 47 milioni di italiani che si sono vaccinati e molti dei quali, se contraggono il virus, nemmeno se ne accorgono. Dobbiamo offrire uno scenario diverso per tutti coloro che hanno rispettato le regole e le restrizioni, è una questione di credibilità e responsabilità”.

Costa è intervenuto anche sull’annosa questione delle scuole, aperte o in dad: “Sempre adottando le dovute cautele credo che dalle scuole medie in su, dove la platea dei vaccinati super l’80 per cento, tutti i ragazzi dovrebbero stare in classe anche se ci sono due o tre positivi”. E alla richiesta dei sindaci di chiudere le scuole in zona rossa, ha risposto che “bisogna tenerle aperte. Perché è il segnale tangibile di un Paese che non vuole tornare a chiudere. È un messaggio di speranza e fiducia”.

Redazione

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