Governo Draghi: passa la fiducia al Senato

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262 voti a favore, 40 contrari e due astenuti

 

Il Senato ha votato la fiducia al governo Draghi con 262 voti a favore, 40 contrari e due astenuti. A votare contro è stato, come preannunciato, Fratelli d’Italia.

“Voglio ribadire quanto considero cruciale la funzione e il lavoro del Parlamento, in particolare per quanto riguarda il Programma di ripresa e resilienza, ho indicato come la governance debba essere incardinata al ministero dell’Economia con strettissimo coordinamento con i ministeri competenti, per definire e attuare i progetti. Il Parlamento sarà informato in modo tempestivo sul programma e le linee di intervento”, ha detto Draghi nella sua replica dopo il dibattito sulla fiducia al Senato.

“Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati: occorre fare molto di più, va colta l’opportunità di Next Generation Eu per investimenti su capitale umano e nuove tecnologie. La cultura in tutte le sue forme è imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese. Le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri. La cultura va sostenuta. Il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. La perdita economica è ingente, ma ancor più grande sarebbe la perdita dello spirito”.

Sui dossier migratori, ha detto Draghi, “la risposta più efficace e duratura passa per una piena assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni europee. Permane la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna e Stati del nord e dell’est Europa, principalmente preoccupati di evitare i cosiddetti movimenti secondari. L’Italia, appoggiata anche da alcuni paesi mediterranei, propone un meccanismo obbligatorio di re-distribuzione dei migranti pro-quota”.

“Un’impresa che deve certamente riaprire dopo la pandemia è il turismo”, ha detto ancora il premier nella replica: “Investire nel turismo non significa buttar via i soldi, quei soldi tornano indietro. Vanno messe in campo misure che permettano alle imprese del turismo di non fallire. Bisogna impedire che in questo periodo queste imprese falliscano perché poi si perde un capitale che, spesso, è capitale umano”.

“C’è poi un rischio specifico che corriamo in vista della stagione di ricostruzione” che sarà avviata anche con il Recovery Plan, ha messo in guardia Draghi: “Le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata a seguito della crisi di liquidità in diversi settori. Questo rischio viene costantemente seguito” con l’obiettivo di “anticipare una risposta strutturata in termini di prevenzione e contrasto. Come ho detto, legalità e sicurezza sono basi su cui costruire benessere e crescita nel Mezzogiorno: senza non ci può essere crescita. È chiaro che ci sono strumenti specifici come il credito d’imposta, ma senza legalità e sicurezza è molto difficile crescere”.

Redazione

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