Governo Conte, il più sfiduciato della storia

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anna tortora
Anna Tortora

Il Presidente del Consiglio, l’avvocato di se stesso e non degli italiani, alla Camera ha fatto un discorso a dir poco vergognoso. Scatenando le giuste affermazioni di quasi tutte le forze politiche, a parte dei 5stelle. Può governare il Paese un uomo che è ormai sfiduciato dalla maggioranza del Paese?

“Il Tribalismo e la politica.
In un Paese normale un Presidente del Consiglio che ha guidato il governo di due forze politiche che volevano uscire dall’Euro non potrebbe pronunciare un discorso tutto intriso di europeismo e di richiamo ai valori dell’UE, senza prima aver spiegato questo suo radicale cambiamento. In Italia non è necessario. E non è necessario perché Conte sa che la tribù di cui momentaneamente è il capo non è interessata ad altro se non all’assicurazione che muoverà guerra alla tribù nemica.
In un Paese normale, le pratiche sconvenienti di ricerca di voti in cambio di posti non verrebbero tollerate e tantomeno difese o benedette dal ridicolo uso del termine ‘costruttori’. In Italia invece quello di cui ieri veniva accusata la tribù nemica, diventa oggi normale e viene persino incoraggiato.
Il discorso del Presidente Conte è un concentrato di vacuità, ipocrisia e trasformismo. Le attività svolte a suo nome per acquisire voti negli ultimi giorni sono invece un segno di degrado etico e culturale, benedetto peraltro da tutta la stampa che ieri, quando governava l’altra tribù, si stracciava le vesti e parlava di vulnus all’etica pubblica (Repubblica e il Fatto Quotidiano tra tutti).
Quello che accade non è colpa dei politici o di Conte; la responsabilità è interamente degli elettori che lo tollerano in nome della vittoria della propria tribù.
Una nazione divisa in tribù è destinata a declinare, come l’Italia sta peraltro facendo da trent’anni. E finché i cittadini non riusciranno a muoversi dalla trappola dell’appartenenza e recuperare la libertà di pensiero e di opinione che serve per avere un paese sano e ben gestito.
Portare l’Italia fuori da questa melma di retorica, ipocrisia e incapacità è lo scopo di Azione, la nostra ragione politica.
Quella che vedete non è raffinata politica, ma gli ultimi giri di giostra di una classe dirigente priva di idee, ideali, valori e capacità”.
Carlo Calenda

E da Forza Italia
“Aiuteremo il Paese, ma non il Governo. Nessuno di noi voterà la fiducia”.
Roberto Occhiuto

Infatti…
“La scelta di Giuseppe Conte, in un momento così drammatico, di escludere ogni accenno autocritico dal suo intervento alla Camera lascia stupefatti: è ovvio a tutti che se la maggioranza è in crisi lo si deve anche al reiterato rifiuto del governo di dipanare i nodi che si aggrovigliano non da giorni ma da mesi. L’altro punto che evidenzia una scarsa comprensione della tragicità del momento che sta vivendo il Paese è il tentativo di dividerlo a metà tra buoni e cattivi: buoni sono tutti coloro che sostengono il governo o che potrebbero farlo nelle imminenti votazioni, cattivi e antipatriottici tutti gli altri. Ci aspettavamo finalmente da questo governo e dal suo capo un discorso alto, di prospettiva, che indicasse una strada per andare oltre la semplice sopravvivenza di un esecutivo, abbiamo avuto invece un appello di basso profilo ai cosiddetti ‘volenterosi’ di turno. Magari questo Governo ce la farà, di sicuro su queste basi è difficile che ce la facciano l’Italia e gli italiani”.
Mara Carfagna

Italia Viva non è da meno e Ivan Scalfarotto non ha risparmiato nulla.
“La figura meschina che Giuseppe Conte 2 ha fatto al cospetto del discorso di Ivan Scalfarotto lascia il Paese sgomento”.
Giancristiano Desiderio

Sull’economia neanche a parlarne. Borghi della Lega ha presentato i dati e Conte può, quindi, piantarla di vantare primati. Primati sì, di morti di Covid e di aziende.
Ci viene in aiuto Marco Rizzo, segreterio del Pci
“Secondo Mario Monti (già noto alle cronache dei lavoratori e del popolo italiano): meno ristoranti familiari e più MCDonalds… È inquietante… Un conto è essere tecnicamente coscienti che il livello di debito sta crescendo, un altro conto è dire che bisognerebbe far fallire le attività non in grado di autosostenersi che – per definizione – sono quelle con meno denaro alle spalle, cioè le piccole attività individuali e familiari”.
Giusto per non farci mancare nulla. Proprio nulla.
E la politica è fatta di numeri.

“Oltre a contare i voti in parlamento si deve sapere qual è il disegno politico, il programma su cui si intende impegnare il governo, quali sono le priorità.
Se non c’è questo, è una politica che distrugge risorse e passioni”.
Teresa Bellanova

E ancora
“Non so nell’ultimo anno in che Italia abbia vissuto il presidente Conte, ma so che oggi è venuto in aula a dirci che “tutto va bene madama la marchesa”, come in quella famosa canzone francese in cui il maggiordomo rassicurava la signora mentre il castello bruciava.
So che un anno fa andava rassicurante in tv dicendo che ‘Siamo prontissimi!’, ma che poi abbiamo scoperto che non avevano neanche un piano pandemico;
So che hanno chiuso le scuole a marzo e che solo adesso si sono accorti che a rischio è il futuro di milioni di giovani;
So che hanno rinchiuso in casa gli italiani, bloccando a lungo settori economici ai quali poi sono state fatte mirabolanti promesse e che hanno dati ristori che coprono appena il 7% della perdita del fatturato (28 miliardi su 423 di perdita, e solo il 2% nel settore ristorazione, 2,2 miliardi su 37,5 di perdita);
So che si sono trincerati dietro la scienza e dietro gli algoritmi per sancire chiusure drastiche, salvo poi disattendere i dati che dicono ad esempio che la Lombardia (10 milioni di abitanti) non è zona rossa.
Ci è stato detto che è stata una scelta politica, quale?
Condannare alla chiusura centinaia di migliaia di imprenditori? Se tutta va così bene, com’è che l’Italia ha la previsione peggiore tra i Paesi europei con un PIL a -10%?
È un anno che usano l’emergenza come alibi e come stampella e, proprio perché teniamo all’Italia, non daremo la nostra fiducia a Conte”
Maurizio Lupi

Ma chi sono i costruttori?
“Per la serie: dire una cosa e farne un’altra. Cosa sono i ‘costruttori’ (vocabolo figlio della propaganda governativa) se non i voltagabbana tanto vituperati dal bibitaro?”
Vittorio Sgarbi

E i volenterosi?
“Gli unici volenterosi che Conte ha trovato sono quelli del PD”.
Antonio Polito

Diciamo che confonde un po’ tutto
“Intervenendo alla Camera, Giuseppe Conte ha appena messo la Cina sullo stesso piano degli Stati Uniti come alleato strategico dell’Italia. Non è (solo) cerchiobottismo, è che il ‘premier per caso’ non si rende davvero conto di quel che dice”.
Andrea Cangini

Conte ha oltraggiosamente parlato di liberalismo. Il suo Governo non ha niente di liberale e i suoi Dpcm sono l’esempio lampante della sua opera illiberale.
Lui non dubita e questo è grave. Le persone che non hanno dubbi si attaccano ad ogni forma di sollievo momentaneo senza affrancarsi del piacere del dialogo, fondamentale in una democrazia parlamentare.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.