Gli uomini in scarpe rosse camminano accanto a Paviol

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L’azione degli “Uomini in scarpe rosse” da simbolica si fa concreta. Attori e tecnici della compagnia Teatrando di Biella, diretta da Paolo Zanone, che sono stati protagonisti del primo flashmob tutto al maschile contro la violenza sulle donne, sull’onda della risonanza ottenuta a livello nazionale e non solo, felici di essere stati d’ispirazione per altre mobilitazioni simili, si mettono ora in gioco su un progetto ben definito.

NARDONE

“Due sono le linee – spiega Paolo Zanone – su cui abbiamo intenzione di muoverci: far vedere la nostra vicinanza alle donne ogni volta, ahinoi troppo spesso, che si ritorna a parlare di femminicidi, ma soprattutto far sentire la nostra voce e presenza agli uomini, stimolandoli a riflettere sui loro comportamenti e a prendere coscienza del fatto che la violenza è un problema che ha origine negli uomini che la commettono. Dalla fine di febbraio, dopo il nostro primo flashmob, l’elenco delle donne vittime di violenza si è ancora allungato. L’emergenza in corso ci ha impedito di camminare di nuovo per le strade e di mostrare i nostri cartelli, ma abbiamo avuto tempo di concentrarci sull’idea di mettere parallelamente in moto anche un’azione più concreta e utile”.

Il gruppo degli “Uomini in scarpe rosse” si è informato, anche attraverso contatti diretti, sulle tante associazioni che da tempo sul territorio biellese si occupano del complesso tema della violenza di genere. Ne hanno quindi individuata una, in particolare, che hanno scelto di sostenere promuovendo il crowdfunding intitolato “Gli Uomini in scarpe rosse accanto a Paviol”, attivato sulla piattaforma GoFundMe: https://gofund.me/d3bf599d.

Paviol (Percorsi Anti Violenza), dal 2014 a Biella, offre supporto psicologico, sociale ed educativo a soggetti adulti e bambini, vittime dirette o indirette di violenze e a persone che compiono atti di violenza. La raccolta è destinata in particolare al Progetto S.P.A.M. (Supporto Psicologico Adulti Maltrattanti), che consiste in un percorso di aiuto, proposto a persone che hanno già compiuto atti di violenza. È possibile infatti agire contro gli abusi sulle donne solo se si cambia il punto di vista culturale e ambientale, creando un approccio diverso al problema ed educando al rispetto dell’altro.

La cifra di 8.000 euro, che s’intende raccogliere entro Luglio 2021, andrebbe a coprire il costo di 10 percorsi di questo tipo. Il messaggio dell’associazione, che gli “Uomini in scarpe rosse” condividono in pieno è: “Accogliere non vuol dire dimenticare la violenza agita; aiutare non vuol dire togliere responsabilità all’accaduto; cambiare non vuol dire far diminuire le pene. Ma accogliere, aiutare e cambiare vuol dire lavorare affinché non si continuino a commettere gli stessi errori”.

La speranza è che tante persone sensibili al tema scelgano di affiancarsi agli “Uomini in scarpe rosse” in questa raccolta fondi, per raggiungere insieme l’obiettivo.

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Redazione

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