Giustizia e riforme. Vaccini e green pass. Intervista con l’on. Carmelo Miceli, PD

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anna tortora
Anna Tortora

Per la mia rubrica IL Personaggio sono lieta di ospitare l’on. Carmelo Miceli, PD.
La giustizia è un tema di discussione molto frequente, lo stesso dicasi per i vaccini che, ultimamente, sono all’ordine del giorno.

Giorni fa, è stata approvata alla Camera la legge delega sul processo civile. Verranno garantiti dei tempi più ragionevoli?
“Assolutamente sì. Si semplificano i procedimenti, entrando nel merito già dalla prima udienza.
La speditezza di tutti i riti si vedrà dunque dalla prima udienza.
Nell’atto di citazione dovremmo avere la parte attrice, cioè colui il quale agisce in giudizio, che dovrà essere onerata da esporre subitaneamente i fatti e gli elementi di diritto che costituiscono le ragioni della domanda. Inoltre, quando depone l’atto di citazione, deve anche presentare i mezzi di prova dei quali voglia avvalersi e i documenti che intende offrire a prova documentale. Tutto questo obbliga, di contro, anche la parte che resiste (parte convenuta) nel giudizio a fare analoga cosa, cioè la parte convenuta che si costituisce in giudizio deve esporre tutte le sue difese e prendere posizione su tutti quei fatti che sono posti a fondamento della parte attrice. A quel punto, già dalla prima udienza, il giudice è messo nelle condizioni di sapere il merito delle questioni e deve predisporre immediatamente un calendario con un’udienza che deve essere fissata entro i novanta giorni.
Poi abbiamo l’impugnazione in appello. L’appello sarà combinato con una sorta di declaratoria di manifesta infondatezza e potrà comportare una sanzione contro la esecuzione delle sentenze che risultano infondate.
Viene abolita in Cassazione l’udienza filtro. Al suo posto abbiamo sezioni che hanno potere di filtro.
Tutto questo, aggiunto all’uso dei supporti informatici, chiaramente è destinato a produrre un accorciamento dei tempi.
Ora abbiamo un’efficacia nel sistema giustizia che appare buona anche all’Europa. Infatti, per beneficiare dei soldi del Pnrr, l’Europa ci ha imposto, tra le varie riforme, anche quella della giustizia.”

Si parla sempre di autorizzazione a procedere. È un privilegio corporativo o un utile di per garantire il corretto funzionamento della giustizia?

“Intanto, parliamo di un istituto che è previsto all’interno della carta costituzionale. Quando i padri costituenti lo inserirono, non lo fecero a tutela di qualcuno o di una casta. Lo inserirono perché crearono una carta molto valida nella quale i poteri dello Stato erano affidati a diversi soggetti; da un lato il potere giudiziario alla Magistratura, da un altro il potere legislativo al Parlamento, da un altro il potere esecutivo al Governo. Per evitare che ci fossero invasioni di campo tra queste, fu previsto l’istituto dell’autorizzazione a procedere. Fino al 1993, qualsiasi tipologia di procedimento penale doveva essere autorizzato dalle Camere di appartenenza, quindi nessun parlamentare di Camera e Senato poteva essere sottoposto a un’azione giudiziaria in assenza di una preventiva autorizzazione dalla Camera di appartenenza.
Dopo il 1993, complice anche l’esperienza di Tangentopoli, questo istituto fu rivisto. Oggi si è ridotto all’autorizzazione della Camera di appartenenza di autorizzare un provvedimento che disponga la perquisizione domiciliare o personale di un deputato, oppure che lo privi della libertà personale attraverso un provvedimento di arresto o di un’altra qualsiasi misura cautelare.
Ovviamente tutto questo ad eccezione dell’ipotesi in cui la privazione della libertà personale non sia la conseguenza di una condanna divenuta irrevocabile.
Cosa succede oggi? Succede che la libertà personale non può essere, in nessun modo, privata se non c’è l’autorizzazione a procedere che non è un privilegio di casta, ma uno strumento di garanzia rispetto a dei soggetti (Deputati e Senatori) che esercitano una funzione che li espone alla possibilità di azioni che potrebbero essere punitive solo per ragioni di appartenenza politica. Se non si mette un filtro finalizzato al vaglio da parte del potere di appartenenza, per verificare se sussistano o meno le ragioni per poter autorizzare quell’azione nei confronti di quell’individuo, è chiaro che rischiamo di avere un potere, quello giudiziario, con una forza enorme rispetto al potere legislativo. Quindi, per evitare questa invasione di campo, i nostri padri costituenti hanno previsto questo istituto.
È un istituto a tutela dell’esercizio dei poteri dello Stato, così come è corretto, di contro, che il Parlamento non possa e non debba mai ingerire sul potere giudiziario.
È una questione di equilibrio tra poteri su cui si regge la Repubblica italiana.”

Vaccini e green pass. Nonostante l’alto numero di vaccinati si continua a discutere. Perché una piccola parte di cittadini continua ad essere contro i vaccini e contro il green pass, secondo te?
R. “In tanti casi c’è l’ignoranza, in tanti la paura, in altri nel voler fare i fenomeni e in altri ancora il convincimento che ci siano delle ragioni scientifiche legate ad una tipologia di vita che immaginano la possibilità di curarsi senza fare ricorso a farmaci. Io non sono in grado di poter dire cosa spinga gli altri a voler essere contro il vaccino o contro il green pass; so che affermazioni tipo ‘il vaccino non ti salva’, il ‘green pass limita la libertà’ sono stupide.
Sono stupide perché i numeri ci dicono altro. Il 22 Novembre feci un raffronto con il 22 Novembre 2020 e i dati mi diedero l’evidenza di quanto fosse opportuno il vaccino. Nel 2020 abbiamo avuto in un solo giorno quasi 38000 contagiati, lo stesso giorno di questo anno solo 6400 contagiati. Abbiamo avuto centinaia di persone in terapia intensiva, ora sono poche decine.
Quando si fa il raffronto del genere, si evince che qualcosa è cambiato e quel qualcosa sono i vaccini, le misure di contenimento e l’uso della mascherina.
Non dobbiamo dimenticare che è in atto una pandemia, quindi è necessario, quando si entra in un determinato luogo, esibire in documento che certifichi l’avvenuta vaccinazione. Io sono dell’idea che il super greenpass (ottenuto con il vaccino, a differenza del greenpass ottenuto per tampone) sia lo strumento più utile per contenere la diffusione del virus.
E con il massimo rispetto per chi la pensa diversamente da me e di chi pensa di non volersi vaccinare, chiedo di rispettare la maggioranza e di non arrivare mai ad usare la violenza. Cosa che, invece, sfortunatamente in questi giorni abbiamo visto essere accaduto con delle manifestazioni nelle quali alcuni di questi manifestanti si sono dimostrati violenti.”

Ringrazio l’on. Carmelo Miceli per la piacevole conversazione.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.