Giulio Gerli (Alleanza Verdi e Sinistra): «Transizione agricola salvaguardando la qualità e le piccole imprese del territorio»

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“Potenziare la ricerca industriale per limitare gli sprechi e massimizzare i risultati; preservare le risorse idriche; attrarre i giovani per rimodulare il settore agroalimentare e zootecnico”

Ricerca e formazione nel campo agroalimentare per far fronte alla svalorizzazione delle produzione italiana, combattere la crisi climatica e azzerare l’impatto ambientale. Giulio Gerli – candidato alla Camera dei Deputati con Alleanza Verdi e Sinistra per le elezioni del 25 settembre, nel suo territorio natìo, ovvero la provincia di Napoli (esclusa l’area nord) – ha la sua ricetta per una transizione agricola che tenga in vita e valorizzi anche le piccole e medie imprese agroalimentari e zootecniche.

«Occorre collaborare attivamente con la comunità scientifica per elaborare sistemi di produzione e lavorazione che limitino gli sprechi (irrigazione a goccia e catena del freddo) – spiega Gerli entrando nei dettagli – ma anche per generare piantine e semi di varietà maggiormente resistenti agli agenti patogeni, allo scopo di limitare l’uso di fitofarmaci».

Europa Verde ha l’obiettivo di interrompere la dipendenza da semilavorati e prodotti finiti sui mercati internazionali che ha svalorizzato le produzioni delle eccellenze italiane. E Gerli, candidato nel collegio plurinominale 1 – P02 (insieme con Fiorella Zabatta, presidente del Consiglio federale nazionale, e del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli) – afferma: «Bisogna incentivare l’approvvigionamento di supermercati, bar e ristoranti nel principio della “filiera corta”, scegliendo il più possibile sui prodotti del territorio – e aggiunge – i sistemi di produzione, lavorazione, distribuzione e consumo alimentare attuali dovranno subire delle radicali trasformazioni, puntando all’incremento dell’offerta di alimenti sani ad un prezzo accettabile e, allo stesso tempo, rispettosi dell’ambiente».

Infine, emerge l’importanza di rendere vivibili i territori circostanti le aziende: «Dovremo rimboccarci le maniche per evitare il degrado ambientale e paesaggistico dovuto alla cementificazione – conclude Gerli – che ha comportato un’alterazione del tra rapporto città e campagna ed un’incontrollata frammentazione degli spazi agricoli periurbani, riducendo o azzerando la qualità della vita che, invece, per noi è al primo posto».

Redazione

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