Gioco d’azzardo, Napoli è da primato. Le grandi città reggono il settore

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Napoli, 25 Luglio – A dispetto del posizionamento dei casinò, il gioco d’azzardo in Italia si sviluppa nelle grandi città. Basta entrare in un qualsiasi bar dotato di ricevitore per le scommesse e il lotto per rendersi conto di quanto il fenomeno sia diffuso come abitudine giornaliera. Con le tecnologie moderne, si può scommettere mentre si aspetta il caffè. Con il 10 e Lotto per esempio, o con una puntatina alle slot machine. Tutte operazioni che richiedono pochi minuti, ma nel lungo termine possono portare a perdite consistenti. Gli ultimi dati pubblicati sul portale Gamingreport.com evidenziano il ruolo di potere assunto dalle metropoli nel settore del gioco d’azzardo. La città di Napoli in particolare gode di un netto primato, sia per l’online sia per i mini-casinò. I napoletani hanno speso nella prima metà del 2017 circa 360 milioni di euro in scommesse di ogni genere, circa un sesto del totale nazionale. Rimane più indietro Roma, che pur potendo contare su circa 5.000 apparecchi in più (tra slot machine, AWP e videolottery) si ferma a 200 milioni. Milano supera di poco i 100, attestandosi a 112. Queste tre città arrivano da sole a costituire più di un quarto del mercato dei centri di scommesse live. Non per niente trovandosi nelle tre regioni con il volume di gioco più alto in tutta la nazione. L’impressione che il risultato possa dipendere solo dalla densità degli apparecchi è in parte smentita dai dati riguardanti l’online. Chi gioca di più è residente nelle tre città citate in precedenza, pur avendo a disposizione più sale. Certo il collegamento può comunque esistere, ipotizzando (come confermano alcune ricerche) che l’afflusso su internet dipenda da un iniziale approccio live. Anche sul web Napoli mantiene una posizione privilegiata per raccolta degli abitanti, che hanno puntato 114 dei 728 milioni di euro italiani nella prima metà del 2017. Confermando intanto una tendenza all’incremento del volume di gioco, che nell’intero 2016 era arrivato a quota un miliardo di euro. Con questo trend, il 2016 potrebbe chiudersi con un aumento del 50%. Rimangono decisive in questo senso le giocate registrate a Roma e Milano, che insieme sfiorano i 100 milioni di euro online (rispettivamente 51,8 e 40 milioni). Meno di Napoli, ma decisamente più alte delle altre città italiane. Come anticipato in apertura, i dati sorprendono per la struttura delle case da gioco in Italia. Il governo ha infatti deciso di bloccare ogni proposta di costruzione di casinò, rimanendo alle quattro strutture presenti sul territorio da qualche decennio. Gli affari di Saint-Vincent, Campione, Venezia e Sanremo sono stati però intaccati dal proliferare dai mini-casinò e dalle piccole sale da gioco, che oggi ospitano sulle 400.000 macchinette. Con conseguenze importanti per la salute dei cittadini, che nei casi più estremi non si sono saputi controllare e hanno speso i loro guadagni nell’azzardo. Peggio ancora, i loro pochi risparmi, non potendo contare su un lavoro fisso. Le nuove legislazioni potrebbero cambiare le carte in tavola, permettendo ai casinò di riacquistare potere sugli scommettitori e limando il ruolo dei centri scommesse. Sempre che l’online non continui la sua espansioni, inglobando fasce d’età più ampie.

NARDONE
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Redazione

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