Forniture per ristoranti ecologiche: le soluzioni più convenienti ai tempi del Coronavirus

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Una sfida complessa, ma anche un’occasione per abbracciare modelli produttivi e stili di vita più sostenibili: la pandemia continua a infuriare in tutto il mondo e piccole e grandi attività economiche devono fare i conti con la necessità di portare avanti il lavoro, da un lato, e con quella di tutelare la salute pubblica dall’altro.

NARDONE

Ristoranti, pizzerie, pub, bar, bistrot e mense rientrano tra le realtà più colpite: chiusure anticipate, distanziamento tra i tavoli e tra gli avventori, dispositivi di protezione personale per tutto lo staff, gel sanificanti all’ingresso e nei bagni, ma soprattutto una maniacale attenzione all’igiene di stoviglie, posate, bicchieri, tovaglie, tovaglioli, runner e ogni altra suppellettile per i tavoli.

Come sta cambiando il settore delle forniture per ristoranti per adattarsi alle nuove esigenze in tempo di Coronavirus? E quali accorgimenti è possibile adottare per garantire ambienti salubri e abbattere i costi di gestione?

Tovaglie, tovaglioli, runner e coprimacchia in fibre naturali: pro e contro

Tovaglie, tovaglioli, runner e coprimacchia realizzati in materiali naturali, cotone in primis, presentano vantaggi indiscutibili. Oltre all’impatto estetico e alla piacevole sensazione tattile garantita dalle fibre naturali, sul piano dei consumi e del dispendio energetico l’impiego di questa tipologia materiali garantisce un risparmio fino all’80% circa nel confronto con i materiali usa e getta. Questo, includendo anche i trattamenti di pulizia indispensabili per garantire l’igiene e la sanificazione dei tessuti.

L’attuale emergenza COVID-19 pone d’altro canto un problema non da poco per i ristoratori: l’impiego di tovaglie e altre suppellettili in tessuto ne impone un’attenta sanificazione (quindi non la semplice pulizia) al termine di ogni utilizzo, con tutti i costi e le problematiche logistiche che ne derivano.

Forniture per ristoranti monouso in carta: vantaggi e svantaggi

Materiali ed attrezzature monouso, quali tovaglie, tovaglioli, ma anche piatti, posate, bicchieri e asciugamani hanno il chiaro vantaggio di minimizzare il rischio di diffusione di patogeni, perché usa e getta per definizione.

Di contro, senza una scelta oculata, il rischio è quello di contribuire in modo sensibile all’inquinamento dell’ambiente, sia con la produzione di grandi quantità di rifiuti, che con la l’impiego di materiali prodotti senza i dovuti accorgimenti sul fronte dell’impatto ecologico.

Fortunatamente, basta sfogliare un catalogo di stoviglie biodegradabili acquistabili all’ingrosso per rendersi conto della vasta gamma di soluzioni oggi disponibili. Un esempio calzante è quello delle tovaglie, tovagliette, runner, coprimacchia e tovaglioli realizzati in Airspun, un particolare tessuto non tessuto realizzato in polipropilene, materiale plastico riciclabile al 100%, capace di garantire un impatto estetico e una sensazione tattile del tutto paragonabile a quella del cotone.

Per quanto riguarda il capitolo stoviglie, specie nel caso di attività di street food e/o fast food, è possibile optare per contenitori realizzati interamente in polpa di cellulosa ricavata dalla canna da zucchero. Questo materiale presenta proprietà molto particolari, che lo rendono idoneo all’impiego all’interno di forni tradizionali, forni a microonde, frigoriferi e freezer; allo stesso tempo, le suppellettili realizzate in polpa di cellulosa possono essere comodamente smaltite insieme ai rifiuti organici oppure con la carta, con un impatto ambientale sensibilmente inferiore a quello generato dalla plastica.

Anche i classici asciugamani in carta monouso, immancabili all’interno di bagni e servizi igienici in tempi di pandemia e di obbligo di igiene costante delle mani, possono essere acquistati da produttori che adottano tutte le precauzioni necessarie per ridurre l’impatto sull’ambiente della loro realizzazione. Questo obiettivo viene raggiunto in due modi essenzialmente: utilizzando carta recuperata per produrre asciugamani 100% in cellulosa, a loro volta riciclabili.

Persino sul fronte della carta igienica, altro materiale inevitabilmente di largo consumo all’interno di qualunque attività aperta al pubblico, è possibile optare per soluzioni ecologiche, come nel caso della carta igienica 100% pura cellulosa trattata appositamente per dissolversi dopo pochi minuti di contatto con l’acqua, naturalmente senza rilasciare inquinanti di alcun tipo.

Rispettare le misure anti-COVID-19, preservare l’ambiente e tutelare la propria attività economica riducendo le spese è possibile, semplicemente ponendo la giusta attenzione alla scelta di forniture prodotte secondo i più attuali standard di qualità.

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Redazione

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