Fine dell’emergenza? Sarebbe il caso

Condividi
anna tortora
Anna Tortora

I numeri sono numeri e siamo a due anni di emergenza, chiusure, terrore e via discorrendo.
Comunque, volevo dirvi che oggi in una nazione di circa 60 milioni di abitanti sono stati fatti oltre 900mila tamponi e sono risultati positivi al Covid 50mila persone e la stragrande maggioranza non sono malate ma il governo invece di amministrare, governare e, insomma, lavorare fa ricorso a paura, espiazione altrui, controllo sociale. È la logica statalista-comunista che più sbaglia e più persevera.”
Giancristiano Desiderio, giornalista e scrittore

Inoltre…
“Mentre in Italia, i commercianti hanno richiesto l’introduzione del green pass anche per entrare nei negozi (richiesta non accolta) o per salire sugli autobus, avallando ogni scelta dell’esecutivo ed anzi incentivando l’introduzione di regole discriminatorie e assurde da parte del governo, in Germania, un Tribunale amministrativo, a Lunenburg, in Bassa Sassonia, ha annullato la norma del governo che vietava l’accesso ai non vaccinati nei negozi che vendono beni non essenziali. E chi aveva presentato il ricorso? Un commerciante.
All’estero, per fortuna, ci sono ancora commercianti che ragionano e tribunali che tutelano i cittadini e combattono le vergognose discriminazioni, retaggio di epoche passate.”
Gerardo Verolino, giornalista

“Alcuni dati sono ormai evidenti. Arriveremo rapidamente oltre i 200mila contagiati al giorno, perché Omicron si diffonde molto più rapidamente di Delta. Ma fa molti meno danni di Delta, pochissime le polmoniti. Il Sud Africa ha deciso la fine del tracciamento, ha un tasso di vaccinati bassissimo (26%), ma ha scelto di far circolare il virus: quarantena solo per i positivi con sintomi “altrimenti si ferma il Paese”. Scelta analoga viene presa dall’Inghilterra, Omicron per i sintomi che comporta non giustifica il blocco della società inglese. Più o meno quello che stanno dicendo medici come Bassetti e Zangrillo, chiedendo di modificare le norme e chiudere la stagione dell’allarmismo. È arrivato il momento della pacificazione nazionale in Italia (tasso di vaccinati: 90%) e chiedo a Draghi di annunciare la cessazione definitiva dello stato d’emergenza al 31.3.2022 con conseguente decadenza degli strumenti emergenziali quali il green pass e relative limitazioni, raccomandando per chi vuole la scelta vaccinale periodica secondo gli schemi già attuati con la vaccinazione anti-influenzale (auspicabile per i soggetti fragili) e investendo risorse pubbliche nei monoclonali di seconda generazione e nei medicinali anti-Covid già pronti ad essere immessi sul mercato. Con lo scadere dello stato d’emergenza saranno reintegrati sul posto di lavoro tutti i sospesi in via cautelativa perchè sprovvisti di green pass, senza eccezione alcuna. Si proseguirà il monitoraggio della diffusione del Covid per verificare che non ci siano concreti rischi di difficoltà per la tenuta delle strutture ospedaliere, che saranno però restituite alla funzionalità ordinaria. Il governo varerà una campagna sui comportamenti da adottare (mascherine al chiuso, igienizzazione e distanziamento) per una transizione prudenziale verso la normale convivenza anche con il Covid, una delle malattie che è bene non contrarre. Ma se (dati al 26.12.2021) a fronte di 517mila italiani infetti ho 1.089 letti di terapia intensiva occupati, vuol dire che è una delle malattie che il nostro sistema sanitario nazionale può affrontare (perché nel 99.75% dei casi non porta a gravi conseguenze) fuori da uno stato emergenziale. Che va definitivamente chiuso per liberare finalmente il Paese da terrorismi e angosce, che sono per l’Italia non più solo inutili ma evidentemente dannosi. Basta file chilometriche alle farmacie, basta impaurire la popolazione, basta deprimere l’economia, basta ledere i diritti fondamentali e costituzionali delle persone, a partire dal diritto al lavoro: tuteliamo i più deboli senza costringere l’Italia ad affondare in un inutile terrore. Sia il 2022 l’anno del recupero della nostra serenità personale, familiare, collettiva.”
Mario Adinolfi, giornalista e scrittore, presidente del Popolo della famiglia

Sarebbe il caso di tornare a vivere, altrimenti passeremo i nostri giorni futuri come degli ebeti facilmente condizionabili.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.