‘Filumena, in arte Titina’, al Trianon Viviani la vita di una donna e teatrante attraverso le sue poesie musicate

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E’ stata il volto e l’anima femminile del teatro dei De Filippo; ha fatto da collante tra due fratelli e due modi differenti di interpretare il palcoscenico. Titina De Filippo, attrice e sceneggiatrice, è stata sempre una sorella maggiore, ma anche una madre attenta, oltre che donna d’arte a 360 gradi.

Di lei poco si sa ed è per questo che a raccontarne l’anima più profonda attraverso le sue poesie, accompagnate dalla musica e da una galleria fotografica inedita, ci pensa al Trianon Viviani, lo spettacolo “Filumena, in arte Titina. La musica nelle parole”, sostenuto dalle canzoni di Brunello Canessa che ha musicato le poesie della signora del teatro napoletano.

Così attraverso canzoni e testi riproposti da Ingrid Sansone e Giorgio Pinto, si scopre il lato intimo di Titina, che, una volta ritiratasi dalle scene a causa del suo cuore malato, si dedicò alla pittura e alla poesia. I suoi versi risultano dunque malinconici, ma in alcuni di essi traspare anche una sottile ilarità.

Brunello Canessa, nipote della grande artista scomparsa, iniziò questa operazione musicale in ricordo della zia, negli anni ‘90, quando Gino Aveta decise di creare una compilation, con il coinvolgimento di Lina Sastri, Ron, Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, Nino Buonocore, Lino Vairetti degli Osanna, ospite dello spettacolo al Trianon, Leopoldo Mastelloni, Riccardo Pazzaglia e, più recentemente, Fiorella Mannoia.

Lo spettacolo live fa risuonare note di blues in tutto il teatro, grazie all’abilità artistica di Susanna Canessa(violoncello e voce),  Marco Corcione (piano), Roberto Giangrande (basso), Francesco De Laurentiis (violino) e Leopoldo Brancaccio (batteria).

Gode della co-produzione de ‘I Due della Città del Sole’, nata dalla volontà di Laura Tibaldi, moglie di Luigi De Filippo, di tramandare la tradizione teatrale dei De Filippo, con un concerto a sostegno delle attività del Rotary club Pozzuoli.

La Tibaldi, presente in sala per il concerto dedicato a Titina, commenta: “Non ho avuto il piacere di conoscere Titina, ma mio marito Luigi era legatissimo alla zia ed oltre all’affetto familiare, era un ammiratore della sua dote artistica. La vita artistica della maggiore dei fratelli De Filippo, è stata breve a causa della malattia, ma questa operazione che ha compiuto Brunello Canessa, è stata portata avanti con garbo, intelligenza, professionalità e soprattutto sentimento. Sono felice che nello spettacolo ci siano due attori de ‘I Due della Città del Sole’, ovvero Giorgio Pinto ed Ingrid Sansone. Per me è una gioia testimoniare insieme a loro il piacere di tornare a teatro, ricordando Titina”.

Forte di questa convinzione è anche Giorgio Pinto, voce narrante maschile dello spettacolo e collega di palcoscenico di Luigi De Filippo. Vivendo in tourneé con il figlio di Peppino, Pinto ricorda piacevolmente ciò che ha appreso di Titina attraverso le testimonianze ed i ricordi del nipote Luigi: “Credo che questo spettacolo allestito su Titina sia fondamentale. Le basi della tradizione e dunque la conoscenza dei De Filippo, restano basi su cui poggiare la nuova drammaturgia. Sono felice di essere stato coinvolto, dal momento che attraverso la mia lunga esperienza condivisa in compagnia con Luigi De Filippo, ho appreso tanto su Titina, a cui lui era affezionatissimo. Mi raccontava che la zia ha fatto da cuscinetto tra due fratelli che, parafrasando Garcia Lorca – avevano il ‘duende’, il fuoco artistico, in modo eccezionalmente diverso. Il teatro dei De Filippo, eccetto Filumena Marturano è sempre stato al maschile e lei ha dovuto sostenere ruoli minori, il che per un’artista completa che suonava il piano, scriveva poesie e dipingeva, poteva risultare riduttivo. Titina per questo va ancora esplorata molto. Sto studiando delle commedie e dei testi drammatici da lei scritti, che sono stupendi. Adoro ad esempio ‘Virata di bordo’. La drammaturgia di Titina è modernissima, se la si legge, per quanto avvolta dalla malinconia. Le video proiezioni dello spettacolo, derivanti dall’archivio dei Carloni, rivelano tutta la bellezza melanconica della maggiore dei De Filippo. Titina è stata una donna fortissima e molto moderna…una prima donna nella vita, oltre che sul palco, pur essendo minuta”.

 

Foto di Arturo Favella

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.