Fiducia sulla Manovra. Protestano le opposizioni

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Un’altra giornata di caos sulla manovra, con il voto arrivato solo alle due e mezza della notte. Di ritardo in ritardo. Di correzione in correzione. Il testo viene cambiato almeno tre volte durante la giornata. Fatte salve le misure di bandiera: il reddito di cittadinanza e quota 100, che saranno oggetto di due decreti collegati a gennaio.

manovraDue fiducie chieste al Senato, alle 16 e alle 19. Il maxi-emendamento cambiato in corso d’opera anche dopo la «bollinatura» della Ragioneria dello Stato. Cifre del fondo per le «nuove politiche di bilancio» dei ministeri e del fondo per le «spese indifferibili» del Ministero dell’Economia considerate sbagliate e quindi da «sbianchettare» e riscrivere. («Colpa dei tecnici di via XX Settembre», attaccano dal M5S che ha messo nel mirino il capo della Ragioneria Franco). La norma sugli Ncc che viene stralciata, salvo rientrare nella notte con un decreto ad hoc. E poi le risse verbali, e quasi fisiche con il Pd che si appella «alla Consulta» e diserta il voto di fiducia: «Avete offeso il Parlamento, per la prima volta si fa una legge di bilancio completamente extra parlamentare che in più danneggia l’Italia», tuona Andrea Marcucci. 

Uscita dal Senato, la manovra sarà in commissione alla Camera giovedì prossimo, per approdare in aula il giorno dopo ed essere varata entro sabato 29 dicembre. Una corsa contro il tempo per evitare l’esercizio provvisorio.

Redazione

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