Facility management: il futuro di Epm è nella sostenibilità e nella gestione integrata. Il Sole intervista il consigliere delegato Carmine Esposito

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“La nostra crescita è legata a due scelte: integrare nel modello di business la sostenibilità come fattore distintivo e adeguare l’offerta all’evoluzione in atto nel facility management (premiante spesso per le aziende con un’offerta integrata di servizi, come pulizia e sanificazione, manutenzioni, etc. mentre quelle monoservizio spesso soffrono le attuali logiche di procurement dei servizi tranne in alcune filiere)”.
Lo dice, in un’intervista a Il Sole 24 ore, il consigliere delegato di Epm (http://www.epmservizi.com) Carmine Esposito. L’azienda anche quest’anno è stata inserita nella classifica Leader della crescita 2021 del Sole 24 Ore e di Statista ed è stata definita nell’articolo come “un caso  interessante nella categoria sostenibilità”.
Realtà leader da trentacinque anni nel settore del facility ed energy management, Epm offre soluzioni integrate anche in chiave energetica ed è stata tra le prime trenta imprese ad entrare in Elite, il programma internazionale di Borsa Italiana e Confindustria per agevolare le aziende nella realizzazione dei loro progetti di crescita e nell’accesso ai capitali. L’azienda fa parte del gruppo imprenditoriale fondato e guidato quarant’anni fa dall’imprenditore Luigi Esposito, che conta oltre 2500 dipendenti in Italia ed un fatturato complessivo superiore ai 100 milioni di euro nel 2019.
L’azienda è certificata Emas (Eco-management and audit scheme), il sistema comunitario di ecogestione e audit a cui possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni, sia pubbliche che private, con sede nel territorio della Comunità europea o al di fuori di esso, che desiderano impegnarsi nel valutare e migliorare la propria efficienza ambientale.

NARDONE

“L’impresa- racconta Il Sole 24 ore- è attiva in servizi di sanificazione, igienico-sanitari, manutenzione ed una gamma di attività collegate alla cura degli edifici e dei loro occupanti (ospedali, scuole, fabbriche, uffici, palazzi pubblici e privati).  Epm è infatti autorizzata a operare come Esco (Energy service company) e può quindi effettuare audit sugli edifici, identificare sprechi, implementare misure per migliorare il profilo energetico (come coibentazioni, interventi sugli infissi e installazione di impianti fotovoltaici e termici). L’obiettivo è far conseguire – e condividere con il cliente – benefici economici (con il taglio delle bollette elettriche fino al 30% e con l’emissione di certificati bianchi, emessi dal Gestore dei Servizi Energetici e trasformabili in denaro)”.

“Una macrofiliera completa- spiega Esposito-  della gestione dei patrimoni immobiliari, che poi si è arricchita con l’ingresso nel settore energetico, sia in termini di produzione (con un impianto idroelettrico attivo e altri quattro in fase di autorizzazione) sia di risparmio energetico”.
L’azienda, infatti, con la controllata Luma Energia  (https://www.lumaenergia.com) sta realizzando  progetti di riqualificazione energetica sia per aziende che patrimoni immobiliari urbani.

“Con gli incentivi di legge attivi- scrive Il Sole- e con gli interventi sugli edifici resi necessari anche per limitare la pandemia da Covid-19, il business di Epm sta volando”.
«Abbiamo presentato diverse proposte di project financing aventi ad oggetto un’offerta integrata di servizi per scuole ed enti, i quali grazie al rinnovamento degli immobili possono possono anche supportare la trasformazione digitale, processo assolutamente necessario dopo questa emergenza, per il quale sono fondamentali i layout impiantistico e distributivo dei locali», racconta Esposito
“L’azienda- conclude l’articolo- ha diverse certificazioni Iso e Uni partecipa a progetti europei di ricerca, in particolare sulle biomasse”.
“Stiamo investendo molto- spiega- Esposito- per essere innovativi nella riqualificazione e gestione di patrimoni immobiliari e urbani, da cui poi effettuiamo la manutenzione a tutti i livelli su base pluriennale”.
L’articolo poi si conclude con l’interesse dell’azienda per investimenti aventi ad oggetto l’offerta di servizi integrati per le smart cities.
“Possiamo aiutare- spiega Esposito- gli amministratori pubblici a rigenerare e rendere più sostenibile l’ambiente urbano, a partire dall’illuminazione e riqualificazione degli edifici”. 
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Redazione

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