ETHNE Danze dal mondo All’Edenlandia fino al 30 settembre 2021

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Fino al 30 settembre all’Edenlandia, alle ore 19 e alle ore 20, si terrà la rassegna ETHNE Danze dal mondo con la direzione artistica di Beatrice Baino e Giorgio Rosa, organizzato e prodotto da Mestieri del palco, Crasc, Le streghe del palco.

NARDONE

In questo periodo, viaggiare sembra molto difficile, se non impossibile. E se fosse il mondo a venire qui da noi?

ETHNE – Danze dal mondo è una rassegna di balli provenienti dai luoghi più disparati. Danze magnifiche da guardare e allo stesso tempo esempi di culture diverse e apparentemente lontane, che grazie a questi appuntamenti si riveleranno essere più vicine che mai. Sette appuntamenti che propongono la scoperta di salsa, tarantella, danza del ventre e capoeira.

Mestieri del Palco, CRASC e Le Streghe del Palco si sono unite per portare dei pezzi di mondo per la prima volta in un contesto tutto nuovo e insolito: l’Edenlandia, la terra dei divertimenti. Tra una giostra divertente e uno zucchero filato, non potrete fare a meno di restare a bocca aperta davanti a movimenti sinuosi, a ritmi coinvolgenti e alle storie incredibili che accompagnano queste danze dal mondo.

ETHNE racconta le peculiarità di ogni ballo e di ogni cultura che l’ha generato, offrendo al pubblico dell’Edenlandia una nuova prospettiva su ciò che pensavano di conoscere, ciò che avevano curiosità di approfondire, o che magari non avevano mai visto. Ogni danza racconta la storia di un popolo che spesso, come vedremo, si incontra con un altro e insieme formano qualcosa di nuovo, a dimostrazione che mescolare elementi diversi crea bellezza. Così facciamo oggi, unendo bellezza e divertimento.

Programma e coreografi

  • 23/09 SALSA Anna De Biase
  • 24/09 TARANTELLA Flora Scarpati
  • 29/09 DANZA DEL VENTRE Maria Esposito
  • 30/09 CAPOEIRA Giovanni Coraggio

Giovedì 23 settembre ore 19 e ore 20: SALSA

Il nome stesso del ballo protagonista della quinta tappa indica la sua “mescolanza” di ritmi e sonorità musicali: la salsa. Ballo caraibico nato nel quartiere portoricano di New York, (e divulgatosi poi nell’ arco di tutto il centro-America) al principio degli anni 60, deriva dal Son Cubano che, a sua volta ha origine a Cuba, intorno alla fine del XIX secolo. La salsa si sviluppa in vari stili che si differenziano principalmente per gestualità, figure, ramificazioni musicali di stampo culturale. Sono proprio le musiche, le tecniche e le movenze delle danze caraibiche ad aver affascinato i giovani allievi di Anna De Biase e che li ha spinti a trasformare un momento di spensieratezza e divertimento in disciplina. Il progetto di danze caraibiche nasce all’incirca tre anni fa con molto entusiasmo da parte dei ragazzi per la curiosità di provare un nuovo stile.

Ballerini: Alessandra Sepe, Davide Festa, Erika Tostola, Carlo Priore, Anastasia Hasynets, Mattia Desiderio, Annita Cimmino, Vincenzo Cerullo

Venerdì 24 settembre ore 19 e ore 20: TARANTELLA

Per la sesta tappa, balliamo con un ritmo a noi familiare: la tarantella. Originatasi probabilmente nella provincia di Taranto, nel XIX secolo la tarantella è divenuta uno degli emblemi più noti del Regno delle Due Sicilie e il suo nome ha sostituito i nomi di balli diversi preesistenti di varie zone dell’Italia meridionale, diventando così la danza italiana più nota all’estero. Il nome “tarantella” deriva da “taranta”, un ragno velenoso diffuso nell’Europa meridionale e in particolare nelle campagne di Taranto, da cui prende il nome. In quelle zone il ballo della tarantella è in parte legato alla terapia del morso della tarantola. La tradizione affidava al veleno di questo ragno effetti diversi, a seconda delle credenze locali: malinconia, convulsioni, disagio psichico, agitazione, dolore fisico e sofferenza morale. La danza era la medicina per tornare a vivere, così come per Flora Scarpati, Federica Sibio e Michela De Felice, ballerine professioniste dell’associazione MIA DANZA ASD, che ci guideranno in questa tappa con tutta la fame di palco che questo periodo difficile porta con sé. Chi vive di danza, non può smettere di ballare.

Mercoledì 29 settembre ore 19 e ore 20: DANZA DEL VENTRE

Protagonista della quarta tappa è la danza del ventre, (in arabo raqs sharqi, رقص شرقي, danza dell’est), originaria del Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e dei paesi arabi, tradizionalmente praticata dalle donne poiché esprime interamente femminilità, vitalità e sensualità. La maggior parte degli esperti attribuiscono l’effettiva origine della danza orientale alle cerimonie religiose praticate dalle donne dell’antica Mesopotamia in onore alla dea-madre Ishtar. Le movenze cercavano quindi di imitare le forme e i ritmi della natura. Gli Europei scoprono la sensuale danza orientale solo nel XIX secolo, ma quella che si diffuse in Occidente era una danza quasi del tutto spogliata da ogni residuo di sacralità. Maria “Shisha”, appassionata e studiosa delle danze popolari ed orientali, restituisce alla danza del ventre l’antica magia propiziatoria e di devozione alla fertilità della natura ed alla magia del corpo femminile. Insieme al violinista Edo Notarloberti intreccia uno spettacolo unico e coinvolgente, del tutto originale, dove la tradizione musicale mediorientale trova nuova veste nel suono del violino in un mix di modernità e tradizione.

Giovedì 30 settembre ore 19 e ore 20: CAPOEIRA

Il nostro viaggio ballato intorno al mondo si conclude a Bahia, in Brasile, terra natia della capoeira. Essa è in realtà un’arte marziale, caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l’armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza). Trae le sue origini dalla mescolanza di rituali di lotta e danza di alcune tribù africane già colonie dei portoghesi: gli schiavi africani, destinati alle piantagioni, si allenavano nei combattimenti dissimulando la lotta con elementi di danza, al fine di non insospettire i colonizzatori.

È praticabile da uomini, donne e bambini, sviluppa lo spirito di gruppo e contribuisce alla formazione del carattere in un ambiente allegro e piacevole. Per questo è anche uno strumento pedagogico d’inclusione sociale molto utilizzato in Brasile per il recupero dei ragazzi di strada, modello poi importato a Napoli dagli insegnanti Giovanni Coraggio (in arte Tatú) e di Fernando Severino da Silva (in arte Alemão); con la loro Associazione Sportiva Dilettantistica denominata CapoeiraNapoli continuano il lavoro nelle palestre e nelle scuole.

Direzione artistica: Beatrice Baino – Giorgio Rosa

Segreteria organizzativa: Diana di Paolo – Giulia Menna

Segreteria amministrativa: Vincenzo Mollo

Ufficio stampa: Gabriella Galbiati

Ospitato da Edenlandia

Organizzato e prodotto da: Mestieri del palco, Crasc, Le streghe del palco

 

l’ingresso al parco e agli spettacoli è gratuito

Evento realizzato con il contributo della Regione Campania L.R. n. 6/2007 e del Ministero della Cultura

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