Esordio corale al Trianon di Napoli. Nello Mascia omaggia Viviani con due strepitosi atti unici

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Il Trianon Viviani apre la sua stagione con un battesimo teatrale entusiasmante. Nello Mascia dirige poeticamente due atti unici di Raffaele Viviani e lo fa, a furor di popolo, con indiscutibile maestria. Sotto la direzione artistica di Marisa Laurito presente al debutto in cartellone, la trilogia dedicata al commediografo stabiese, regala al pubblico due piccoli capolavori: ‘O café  ‘e notte e ghiuorno’ e ‘Nterr’ ‘a ‘Mmaculatella’, scritti rispettivamente nel 1919 e 1918.

La produzione del Trianon ambienta en plein air un mondo lontano, ubriaco di riscatto ed intriso di tragedia napoletana.  E’ uno spettacolo da non perdere per la sua coralità, per l’intima ritrattistica di ciascun personaggio, per l’abilità di tutte le maestranze in esso coinvolte. Nello Mascia regala agli spettatori una sintesi teatrale che palesa tutta la sua conoscenza, l’abilità e la passione per il vero teatro. Il terzo capitolo del suo progetto speciale dedicato a Viviani, è magnifico in ogni sua parte. Le quinte si annientano e dalla poltrona si è catapultati con incredibile verosimiglianza ad inizio Novecento. Così tra luci soffuse ci si dimentica di essere a teatro e si entra attraverso una porta scorrevole, in un caffè. Si incontrano tra un tiro di sigaretta, un po’ di riparo dal gelo serale ed un bicchierino da bere, personaggi che ci sembrano reali. Successivamente ci si ritrova in un porto con tanto di vaporetto e cime legate, in attesa del famigerato sbarco in America. I personaggi cantano e mimano la loro storia ad un pubblico che è un confidente chiamato a condividere ciascun dramma.

Ci si trova dinanzi a due gioielli di Viviani, resi tali da Mascia e dal suo team di attori, bravi da far accapponare la pelle per la commozione. La sartorialità della scrittura di Viviani, elegante seppur propensa all’uso dei dialetti, è educativa. Insegna che il bello confezionato con intelletto, spirito di osservazione e sensibilità, si può raggiungere e lo si può anche replicare, come ha fatto Mascia.

C’è magia sul palcoscenico e in platea, mentre si assiste ai reali istinti di un’epoca affamata, curiosa. La crudeltà della povertà, insieme al dramma dell’emigrazione e della crisi economica, ci rende partecipi della storia che fu e che Viviani ci fa rivivere in modo pieno. Gli arrangiamenti di Mariano Bellopede e Ciccio Merolla, insieme alle maestose scenografie di Raffaele Di Florio, ai costumi di Annalisa Ciaramella, alle luci di Gianluca Sacco e alle coreografie di Ettore Squillace, sono lo zucchero nel caffè, il colore su tela, l’arcobaleno nel cielo che dona purpurea regalità allo spettacolo a cui si potrà assistere in replica sabato 24 alle ore 21.00 e domenica 25 settembre alle ore 18.00.

Il cast di questo imperdibile spettacolo è ricco di talenti ed esperienze teatrali. In esso figurano Nello Mascia, Giovanni Mauriello, Federica Aiello, Francesco Bellopede, Peppe Celentano, Francesco Del Gaudio, Angela De Matteo, Bianca De Matteo, Massimo De Matteo, Antonio Fiorillo, Roberto Giordano, Antonio Maria Iorio, Pierluigi Iorio, Matteo Mauriello, Ciccio Merolla, Maurizio Murano, Giuseppe Pirozzi, Serena Pisa, Ivano Schiavi e Federica Totaro. Si tratta di 20 professionisti che sanno emozionare con fedele rispetto dell’arte teatrale.

Foto di Arturo Favella

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.