Ennesimo scandalo all’italiana: ancora la Juventus sulla scena giudiziaria

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di Luca Muratgia.

Con il campionato fermo, a tenere banco in questi giorni, è il mondiale in Qatar che vede ultimarsi le fasi a gironi per poi procedere, la settimana prossima, a quella più emozionante delle partite ad eliminazione diretta. In Italia, con il campionato in sosta ad oltranza per le sopra citate motivazioni, a tenere banco è la clamorosa bomba defragrata questa settimana a seguito delle dimissioni improvvise dell’intero CdA della Juventus conseguenti alle indagini da parte della magistratura per presunte irregolarità sulla gestione finanziaria del club. Le ipotesi di reato a carico dei dirigenti bianconeri sono di falso in bilancio e presunte irregolarità sul bilancio e sulla gestione degli stipendi. Si tratta, pertanto, di reati particolarmente gravi resi ancora di più tali in considerazione del fatto che si tratta di una società quotata in borsa con tutte le implicazioni del caso. Andrea Agnelli dunque, lascia la presidenza dopo 4576 giorni ed il primato consistente nell’essere il presidente più vincente della storia bianconera con 9 scudetti di fila e 19 trofei in totale. A determinare questa decisione tanto inattesa quanto clamorosa è stato il combinato disposto tra le indagini  disposte  della Consob e l’inchiesta “Prisma” che ipotizza i reati di false comunicazioni sociali , ostacolo all’esercizio degli organi di vigilanza, aggiotaggio informativo e false fatturazioni per operatori inesistenti.
Le vicende di questi giorni portano alla luce vicende che danneggiano pesantemente l’immagine del calcio italiano tutto tenendo presente che si tratta della società italiana più conosciuta al mondo e che la stessa società non è nuova a queste inquietanti vicissitudini in ambito giudiziario. 17 anni dopo calciopoli ci troviamo di nuovo alle prese con scabrose vicende che testimoniano e confermano la caduta verticale del calcio italiano che, è opportuno ricordarlo, dal trionfo mondiale del 2006 è stata esclusa clamorosamente ai gironi nel mondiale sudafricano del 2010, stessa sorte per i mondiali del 2014 e che addirittura ha mancato inopinatamente la qualificazione ai mondiali di Russia 2018 e Qatar 2022 con l’unica illusoria parentesi degli europei inglesi di due anni fa quando si pensava, erroneamente, che il peggio fosse ormai alle spalle.
Nel campo delle ipotesi è presumibile che i fondi stranieri americani e cinesi possano aver avuto una influenza nel far emergere questi episodi. Lo  stesso tentativo di internalizzazione estrema del brand Juventus potrebbe avere rappresentano la scintilla determinante. D’altro canto anche sulla sponda Ferrari sembra assistersi ad una inestricabile crisi tanto tecnia quanto societaria e amministrativa.
Per delineare i controversi aspetti delle vicende attuali risulta opportuno comprendere quello che rappresenta e soprattutto ha rappresentato la famiglia Agnelli non solo in ambito sportivo ma nell’intero panorama economico e politico italiano. La ormai datata fusione Fiat – Cheysler rappresenta solo uno degli ultimi aspetti di una sorta di monopolio economico nazionale che, dagli inizi del ‘900, è stata capace di condizionare l’intera economia nazionale. Sempre ad una crisi Fiat ha corrisposto una crisi economica nazionale e sempre, il ricatto di milioni di posti di lavoro in ballo, ha rappresentato un deterrente verso approfondimenti, chiarezza e verità. Ricordiamo inoltre una molteplicità di vicende “oscure” che restano tali solo perché ci troviamo in un paese chiamato Italia, per antonomasia il paese delle questioni mai risolte o risolte a metà. Dalle vicende doping al finanziamento, tramite sponsor, della classe arbitrale; dallo scandalo dell’esame universitario di Suarez alla costruzione del primo stadio di proprietà attraverso la demolizione del precedente impianto “Delle Alpi” costruito con fondi pubblici, in occasione del mondiale in Italia nel 1990 appena venti anni prima.
Proprio questa lobby, che ha visto protagonisti sia Berlusconi negli anni d’oro del Milan, sia il buon Moratti sembra essere implosa proprio grazie ai gregari, cioè i vari Gazzoni, Cellino, Preziosi che, hanno rappresentato la porta d’ingresso ai fondi multinazionali, con capitali enormi e che, per i loro importanti interessi, mai avrebbero potuto tollerare questa sorta di “potere “.
Si resta in attesa degli eventi e soprattutto delle decisioni in ambito giudiziario, consapevoli del fatto che che ip sistema penale italiano prevede la presunta innocenza fino a sentenza definitiva passata in giudicato.