Elezioni, “Essere Napoli” con Catello Maresca sindaco . Intervista a Rosaria Borrelli

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Come spiega il suo impegno in questa campagna elettorale a fianco di Catello Maresca ?

NARDONE

Innanzitutto milito nell’ area del centrodestra dagli esordi ma provare la candidatura al consiglio comunale  della citta’ metropolitana di Napoli con una figura autorevole come quella di Catello Maresca e’ un grande onore. Il tema della legalita’ è uscito dai salotti della sinistra finalmente per diventare operativo anche nei palazzi della politica .

Quali sono le esperienze politiche che hanno caratterizzato il suo percorso personale ?

A parte essere stata impegnata nel governo della citta’ di Volla, ho sempre rivolto la mia azione politica nel sociale e non mi sono mai risparmiata per far valere i diritti degli invisibili e delle categorie fragili.

Quali sono i punti essenziali del suo programma politico ?

Condivido il programma del gruppo politico civico “Essere Napoli” che mi ha dato lo spazio necessario per poter rappresentare le mie idee. Per me “Essere Napoli” significa esserci sia fisicamente che col cuore e impegnarsi nel dare un segno tangibile, di lasciare un’ impronta per il bene comune. Mi attivero’ in particolar modo per la tutela dei diritti delle persone fragili come succitato ma anche nel cercare soluzioni a favore dell ‘ impiego giovanile in linea con le opportunita’ offerte dal piano di ripresa economica Next Generation EU.

Secondo lei quale e’ il settore da rilanciare per aiutare una citta’ metropolitana dalla visibilita’ internazionale come Napoli ad uscire fuori dalla crisi ?

Sicuramente il turismo. Il fatto che dal 2010 al 2015 abbiamo avuto un boom di turisti non significa che la politica attivata dal sindaco sia stata un successo. Napoli e’ una citta’ che ha ospitato tantissimo turismo estero in quel periodo grazie agli attacchi terroristici avvenuti negli altri paesi e alle compagnie low-cost che hanno diretto i voli nella citta’ del sole. Il fallimento del turismo napoletano lo si vede grazie al lockdown che ha scoperchiato il pentolone di illegalita’ e di precarieta’ che teneva in piedi questa giostra rotta. Bisogna progettare e creare professionalita’ e non affidare ai cittadini napoletani la responsabilita’ del fallimento delle istituzioni in questo campo.

 

 

 

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Redazione

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