‘Ehi prof…posso venire la prossima volta?’, con Paolo Caiazzo gli effetti della pandemia su giovani e famiglie

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Napoli, 12 feb. – Ritornare a teatro dopo due anni di spettacoli messi in scena a singhiozzo, è un piacere per il pubblico del Teatro Augusteo di Napoli, ben contento di applaudire Paolo Caiazzo e la sua nutrita compagnia, in uno spettacolo ilare ma veritiero.

Tante repliche per ‘Ehi prof…posso venire la prossima volta?’, commedia in due atti incentrata sul vissuto di una famiglia nei due ultimi anni di pandemia. Tra Dad, Dpcm, lockdown, Caiazzo racconta quasi in forma diaristica ciò che ha accomunato realmente tutte le famiglie italiane.

La scelta di portare a teatro una simile trama, diventa fotografia dei nostri tempi in cui lo spettatore inevitabilmente si riconosce e tra una battuta e l’altra, si sente co-protagonista dello spettacolo che in fondo racconta ciò che tutti abbiamo sperimentato: il senso di stranimento dinanzi all’adattamento verso uno stile di vita prima inimmaginabile, poco accettabile, ma comunque necessario per uscire dalla pandemia.

Il limite del paradosso sfiorato dalla contingenza dei fatti, fornisce a Paolo Caiazzo, il pretesto per sorridere su quanto vissuto, con autoironia ed un pizzico di follia degenerata spesso nel compromesso.

La scelta di conferire alla piéce una regia cadenzata, con ritmi non troppo accelerati, diventa paradigmatica. L’attore intende dare verosimiglianza alle battute e ai personaggi sia adulti che giovani, coinvolti nello spettacolo.

Il mondo genitoriale e del personale scolastico arrivato al limite dell’adattamento con la Dad, si scontra con la percezione giovanile di tanti figli ed alunni che non hanno più un centro, un ritmo vitale regolare. Gli adolescenti devono imparare a sopravvivere nel presente, immergendosi in una conoscenza sempre più liquida e fugace a cui si abitua con il distanziamento sociale.

La perdita di interesse, la compulsività comportamentale, così come la nevrastenia, si intersecano come elementi del racconto da cui far scaturire il comico. A dare rilievo a tutto ciò contribuisce la valente compagna di scena di Caiazzo, Daniela Ioia, attrice versatile, credibile, con un’innata verve artistica, nei panni della moglie del professore di storia e filosofia, di madre e dipendente della Regione Campania, impegnata a gestire una nuova dinamica familiare, imprevista.

Nel cast in scena accanto alla Ioia e a Caiazzo, figurano Giovanni Allocca e Mary Esposito, che fanno da spalla alle vicende familiari che di volta in volta si susseguono sul palcoscenico, insieme ai ragazzi della Dad: Francesca Luna Barone, Claudia Caiazzo, Davide Cariello, Antonella Montanino, Nicola Pavese, Michela Tammaro, Alex Tura, Anthony Dylan Ciliberti, Alessia Urraro e Giuseppe Arena.

Lo spettacolo in scena fino al 13 febbraio, lascia vincere la semplicità dei gesti quotidiani, con incursioni comiche conciliatorie e battute sensibili, atte a smontare il tono serioso della pandemia, sciogliendone i nodi comportamentali in modo non superficiale.

 

 

Foto di Arturo Favella

 

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.