Ecco le nuove zone rosse e arancioni che cambiano la mappa dell’Italia

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Campania e Toscana zone rosse

Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche zone arancioni

L’ordinanza del ministero della Salute cambia verso all’Italia: dal 15 novembre Campania e Toscana diventano zone rosse, mentre Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche diventano zone arancione. L’ordinanza, secondo quanto scrive su Facebook il governatore delle Marche Acquaroli, avrà validità per due settimane e quindi scadrà il 29 novembre e arriva mentre Walter Ricciardi, consigliere del ministro Roberto Speranza, dice che se le misure saranno rispettate l’Italia potrà evitare il lockdown generalizzato.

NARDONE

La nuova ordinanza prevede che la Campania e la Toscana si aggiungano all’elenco delle zone rosse che oggi già vede presenti Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano e Valle d’Aosta. Emilia-Romagna, Friuli e Marche diventeranno arancioni, raggiungendo Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria. ‘Gialle’ rimangono invece Lazio, Molise, Sardegna, Trento e il Veneto. Il Lazio ha comunque emanato un’ordinanza restrittiva che entrerà in vigore nelle prossime ore. Cambia quindi la cartina dell’Italia divisa in zone gialle, arancioni e rosse. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà in serata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica con l’aggiornamento delle regioni nelle tre fasce di rischio Covid-19.

L’ordinanza del ministro della Salute arriva anticipando le chiusure che erano state annunciate in alcune zone come la Campania, dove l’unità di crisi regionale aveva annunciato l’arrivo di provvedimenti restrittivi entro poche ore. Con la decisione di Speranza il governatore della Campania si scarica quindi della responsabilità di emanare un’ordinanza dopo aver atteso fino all’ultimo minuto per ragioni politiche, ovvero per la paura di contestazioni di piazza. Le regioni ancora una volta decidono di lasciare al governo la responsabilità delle chiusure e le ordinanze emanate da Fedriga, Bonaccini e Zaia appaiono così superate dalla nuova direttiva del ministro della Salute. Intanto il bollettino della Protezione Civile oggi riporta 40.902 nuovi casi e 550 morti mentre la crescita dei ricoverati nelle terapie intensive ammonta a sessanta unità e continua a calare.

La mappa dei divieti nelle regioni in zona rossa e arancione

Con  il passaggio dalla zona gialla ad una arancione, cambiano le regole sugli spostamenti: è vietato ad esempio spostarsi in un altro Comune se non si ha un valido motivo (lavoro, salute o necessità) ed è vietato “ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati”. Per uscire dal proprio Comune o Regione bisognerà dunque munirsi di autocertificazione, a patto di avere un buon motivo. Sono invece consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, così come è”consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Nessun problema neppure per spostarsi all’interno del proprio Comune dalle 5 alle 22: sarà possibile farlo senza la necessità di dover compilare l’autocertificazione. Nelle regioni arancioni è vietato il servizio all’interno di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta però consentito il servizio di consegna a domicilio fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. nelle zone arancioni è consentito andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti senza limiti di orario. Così come è consentito uscire per “raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti – si legge nelle Faq – dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario”. È consentito anche se “fortemente sconsigliato” anche spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni.

Ecco il riepilogo dell’Ansa di cosa si può fare e cosa non si può fare nelle regioni in zona gialla, arancione e rossa dopo l’ordinanza del ministero della Salute che entrerà in vigore dal 15 novembre e sarà valida per due settimane:

  • In Abruzzo, che rimane zona arancione, verrà potenziato il sistema di controllo degli spostamenti tra i comuni;
  • in Basilicata (arancione) arriva l’abolizione delle zone rosse nei comuni di Genzano di Lucania e Irsina;
  • la provincia di Bolzano si trova in regime di lockdown duro e l’attività motoria si pootrà svolgere soltanto a mille metri di distanza dalla propria abitazione; in Alto Adige scatta la didattica a distanza mentre a Trento (zona gialla) arriva l’ordinanza che prevede interventi sulle attività motorie, su bar e ristoranti e sui mercati all’aperto;
  • in Calabria (zona rossa) a Catanzaro sono sospese le attività didattiche in presenza fino al 28 novembre, compresi gli asili;
  • in Campania (zona rossa) si attendono le chiusure dei lungomari annunciate dalla regione;
  • in Emilia-Romagna (zona arancione) l’ordinanza del governatore Bonaccini prevede negozi chiusi la domenica (tranne farmacie, alimentari, tabacchi ed edicole) mentre il sabato saranno chiusi anche i parchi commerciali e i negozi più grandi. A scuola vietate lezioni di ginnastica, di canto e di strumenti a fiato. Stop anche all’attività sportiva e motoria nei centri e sul lungomare. A Bologna il sindaco vieta iniziative, manifestazioni ed eventi in centro storico, compresa l’attività degli artisti di strada.
  • in Friuli Venezia-Giulia il governatore Fedriga ha emesso una ordinanza, che prevede la “raccomandazione” per l’accesso ai negozi delle grandi e medie strutture nelle prime due ore della giornata agli anziani. Tra le altre misure: negozi chiusi nei festivi (tranne farmacie, alimentari, edicole e tabacchi). Consumazioni al bar solo da seduti dopo le 15, attività motoria lontana dai centri storici, centri commerciali chiusi nei prefestivi e festivi. Nelle scuole del primo ciclo sospese le lezioni di educazione fisica, canto e strumenti a fiato.
  • Nel Lazio (zona gialla) stop alle fermate metro del centro di Roma: il Comune valuta l’apertura delle ztl. Decisa la chiusura dei maxi-store e dei mercati non alimentari nei festivi.
  • In Liguria (zona arancione) a Genova arriva l’ordinanza per vietare le passeggiate;
  • In Lombardia (zona rossa) vengono applicate le restrizioni più severe previste dal dpcm: non si può uscire di casa se non per comprovati motivi, chiusi i negozi salvo quelli di necessità, didattica a distanza. A Milano controlli serrati e chiusure: solo ieri un ristorante del centro, tre circoli privati e una macelleria.
  • Nelle Marche (zona arancione) c’è il coprifuoco dalle 22 alle 5, dad al 100 per cento alle superiori, chiusi bar, pasticcerie e gelaterie, consentita la consegna a domicilio, centri commerciali chiusi nel week end, capienza sui bus ridotta del 50%.
  • In Molise (zona gialla) valgono le restrizioni ‘standard’ delle zone gialle;
  • in Piemonte (zona rossa) sono vietati gli spostamenti, se non per lavoro, necessità o salute, anche all’interno del proprio Comune. Chiusi bar e ristoranti. In presenza solo le scuole dell’infanzia, le elementari e la prima media.
  • In Puglia (zona arancione) a Bari  il sindaco ha aumentato i controlli in alcune vie della città e nei pressi delle grandi strutture commerciali. Chiusi tre giardini e lo skate park.
  • In Sardegna (zona gialla) a Cagliari da domani vietate bici e altri mezzi su ruote sulla passeggiata dell’Ammiragliato. L’assessore regionale alla Sanità Nieddu ha chiesto al governo di chiudere tutte le scuole, elementari, medie e superiori, per frenare il Covid. In arrivo dalla Regione un piano per la riorganizzazione della sanità.
  • In Sicilia (arancione): ul sindaco di Palermo Orlando ha sospeso l’ordinanza, già annunciata, di chiusura delle scuole dell’obbligo. Fino al 3 dicembre divieto di stazionamento in centro e nel weekend anche sul litorale.
  • In Toscana (zona rossa) via libera anche a eventuali misure più restrittive, compresa la chiusura delle strade e delle piazze maggiormente frequentate, come a Firenze o a Empoli.
  • In Umbria (zona arancione) sono state decise restrizioni cittadine: il sindaco di Perugia ha disposto la chiusura al pubblico, per l’intero arco della giornata e fino al 22 novembre, della scalinata della cattedrale di San Lorenzo.
  • In Valle d’Aosta (zona rossa) lezioni universitarie solo a distanza e indicazione sui siti del Comune del capoluogo e della Confcommercio dei negozi aperti che effettuano servizi di consegna a domicilio.
  • In Veneto (zona gialla) arriva l’ordinanza del governatore Luca Zaia contro lo ‘struscio’: non è permesso passeggiare nei centri storici delle città e nelle aree affollate; la somministrazione di bevande e alimenti dalle 15 alle 18 dovrà avvenire esclusivamente da seduti.
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Redazione

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