Diego Armando Maradona, Napoli è tua! #photogallery

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Napoli, 6 lug. – Doveva essere una grande cerimonia quella di Piazza del Plebiscito, per celebrare la cittadinanza onoraria conferita dopo 33 anni dall’ultima sua apparizione a Napoli, al Pibe de Oro. La piazza rappresentativa antistante Palazzo Reale era tutt’altro che gremita. Ad un primo colpo d’occhio, Diego Armando Maradona, commenta dal palco: “Quello che vediamo oggi qui, è frutto di quanto accaduto in piazza a Torino, altrimenti saremmo stati molti di più”.

NARDONE

Il numero 10 appare sul palco dopo esibizioni random con la musica di Foja, di Lina Sastri ed altri artisti, finchè un incontenibile Francesco Cicchella, introduce con cori da stadio il calciatore più famoso al Mondo. La folla acclama Diego, mentre i bambini ci confessano: “Diego è un mito. Vorremmo dirgli, vieni a vivere a Napoli e fai l’allenatore!”.

Maradona è il sogno, il divo che ha reso grande Napoli, facendola apparire sulle prime pagine dei giornali per notizie che mettevano il sorriso sulle labbra. Il popolo lo venera, sembra strano a dirsi, ma è così! L’esordio del numero 1 al mondo è accompagnato dalle parole “chi ama non dimentica e io mi sono sempre sentito napoletano. Essere napoletani è meraviglioso”, ribadisce commosso Maradona.

Poi da uomo che sente di rappresentare Napoli, l’ex calciatore compie una digressione sulla discriminazione partenopea: “Noi napoletani quando andiamo a giocare ovunque soffriamo il razzismo. Siamo spesso discriminati, non solo nel calcio. La diffidenza l’ho vissuta sulla mia pelle quando giocavo in questa città. Però Napoli adesso ha i numeri per riscattarsi”. Al coro di “Siamo partenopei” i diecimila tifosi presenti in piazza, si infiammano e acclamano il proprio beniamino che viene raggiunto sul palco da Mr. Auriemma, patito del Pibe de Oro e del Calcio Napoli, insieme agli ex compagni di squadra che con Diego consegnarono lo scudetto alla città.

Fischiato Ciro Ferrara, nella disapprovazione collettiva. Purtroppo Napoli recrimina discriminazione, ma è la prima a compierla. In uno spettacolo di un’ora e mezza, si festeggia tra i coriandoli la cittadinanza onoraria di Diego, che in realtà meritava un conferimento “live” da stadio, ben di altra portata. Troppo sotto tono la cerimonia collettiva, segno che qualcosa nella città di Napoli, proprio non va. Diego però resta Diego, il mito che fece colorare di azzurro tutta la città, dai vicoli alle arterie principali, quando arrivò lo scudetto. Indicibile l’atmosfera di festa che vestì l’intero capoluogo. Chi lo ha vissuto lo ricorda. Maradona è stato in grado di assurgere a “collante” di una realtà piena di compagini e diversità. Ieri, come allora, mette tutti d’accordo e sintomatico è il fatto che in Piazza del Plebiscito per omaggiarlo, vi fosse tutta l’espressione multiculturale che oggi abita Napoli. 

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Pina Stendardo

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.