Diario di una candidata. Giordana Mobilio, capolista Pd: “Il viaggio è appena cominciato”

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Siamo arrivati alla fine di questo fantastico viaggio. Ultimo giorno di campagna elettorale. Voglio provare a riassumerla come in una pagina di diario, quelli che custodivano i nostri più preziosi pensieri.

NARDONE

45 giorni di parole, proposte, progetti, più di 130 incontri, 56 comuni visitati, e decine di migliaia di persone incontrate. Sapete qual è il bilancio della mia campagna elettorale? È che la gente, forse per la prima volta, ha capito di avere bisogno della politica. Oggi più che mai, ci si è risvegliati dall’incubo ‘pandemia’ con la consapevolezza che solo una classe dirigente forte, propositiva, positiva, fattiva può cambiare il corso delle cose.

Il senso di vuoto, lo sperdimento, ha riavvolto pellicole, ci ha riportati ad un anno zero impensabile fino a qualche mese fa. Noi siamo il

Day After. La peste 2.0 ha rotto equilibri costruiti sul nulla, l’obbligo è ricominciare. Ma sul serio. Voltando pagina. Scegliendo ora, oggi, in queste ore, nuovi punti di riferimento sui quali costruire, cui appoggiarsi.

Questa, credetemi, non è stata una campagna elettorale qualsiasi. In questi mesi le promesse non sarebbero bastate neanche ai più navigati cialtroni della politica. Le parole hanno avuto un sapore diverso. C’è stato bisogno di recuperare anche un senso di responsabilità inedito, inusitato, per avere la forza di presentarsi davanti ad una comunità impaurita, preoccupata, confusa.

C’è voluto coraggio, onestà, etica per guardare negli occhi chi, forse per la prima volta, s’è reso conto che si sarebbe potuto uscire dal tunnel solo tutti insieme, ognuno a fare la sua parte, ognuno a mettere sul tavolo le proprie competenze, a svolgere fino in fondo un ruolo che mai come in queste settimane diventava decisivo, fondamentale.

Ci siamo risvegliati tutti pezzi di un unico mosaico. Non sarebbero state contemplate, accettate, forzature di nessun tipo. Questa è stata una campagna elettorale senza filtri. E ognuno di noi ‘candidati’ a questo impegno gigantesco sa che ricoprire un incarico amministrativo in questo momento storico significa soprattutto fare i conti con la propria coscienza.

Io ho cominciato due mesi fa. La mia storia, ormai, la conoscete tutti. Outsider prestato alla politica. Volto nuovo di un Pd che ha voglia di rinnovarsi. Queste erano le premesse. In realtà era già molto diverso prima.

Vengo da una storia politica forte, di famiglia, di ‘cultura’. Sono outsider come lo sono stati tutti coloro che stavano solo aspettando di poter fare la propria parte. I ‘delusi’, i ‘feriti’ da una politica che non poteva essere lo specchio delle nostre emergenze. Noi quello specchio l’abbiamo spaccato per non guardare. Ma non abbiamo mai smesso di essere pronti a dire si. Nonostante tutto.

Formazione professionale, giovani, lavoro, cultura come opportunità. Ho messo sul tavolo i miei ‘quattro stracci’, per dirla di sinistra, per dirla alla Guccini. Ma, credetemi, era solo l’inizio di un viaggio che in due mesi mi ha portato lontano. In luoghi e disagi sconosciuti. Ho imparato, ho capito. Ma ho trovato anche le risposte. Non le promesse. Le risposte. Perché si può fare, perché con questo Pd oggi è veramente tutto possibile.

Siamo una squadra.

Solo intorno a me hanno lavorato 14 ragazzi. Un team instancabile, e pure pronto a considerare che era solo l’inizio e che da martedì

bisognerà dare l’anima. Non fermarsi mai. Trasformare parole in progetti, idee in investimenti.

Fare. Insieme. Con lo slancio di chi almeno ha capito quanto non ci sia veramente più tempo. Mi correggo, il viaggio non è finito. Forse è appena cominciato.

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Redazione

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