Di Maio: “Lasciamo il Movimento 5 Stelle che da domani non sarà più la prima forza politica del Parlamento”.

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Lasciano il M5S 39 deputati e 11 senatori

Alla fine si è consumato lo strappo. Luigi Di Maio se ne va dal Movimento che aveva contribuito a portare oltre il 30% arriva alla fine della giornata più lunga per la tenuta della maggioranza e del governo. “Quella di oggi è una scelta sofferta che mai avrei immaginavo di dover fare. Oggi io e tanti colleghi lasciamo il Movimento 5 stelle. Grazie al Movimento cinque stelle per quello che mi ha dato, ma credo anche di avere ricambiato. Da domani non sarà più prima forza in Parlamento”. Queste le frasi con cui, verso la fine del suo discorso tenuto all’Hotel Bernini di Roma, il ministro degli Esteri Luigi di Maio ha sancito lo strappo definitivo con il suo passato. E poi: “Da oggi inizia un nuovo percorso e per fare progredire l’Italia da Nord a Sud abbiamo bisogno di aggregare i migliori talenti e le migliori capacità, perché uno non vale l’altro”, così le parole di Di Maio, che sembrano accantonare il celebre “uno vale uno”, che per anni è stato uno dei cavalli di battaglia del M5S.

Una scissione annunciata quellaper una “forza politica che non sarà personale”, dove “non ci sarà spazio per odio, sovranismi e populismi”, l’epilogo degli ultimi attriti con Giuseppe Conte sul posizionamento del Movimento nei confronti della guerra in Ucraina. Una separazione in casa che si trasforma in divorzio con tanto di nuovo nome per il neonato soggetto politico ‘Insieme per il futuro’. Due gruppi parlamentari uno alla Camera e uno al Senato con 39 deputati e 11 senatori, in tutto 50 firme che – filtra da fonti vicine al titolare della Farnesina – hanno come obiettivo quello di raggiungere quota 60.

Redazione

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