Ddl Zan, blocco licenziamenti e immigrazione. Intervista con l’on. Ylenja Lucaselli, Fratelli d’Italia

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Anna Tortora

Per la mia rubrica IL Personaggio sono lieta di ospitare nuovamente l’on. Yelenja Lucaselli, Fdl.
Il dialogo con le diverse culture, oggi, è un’esigenza particolarmente avvertita. Il tarlo dell’insofferenza, della faziosità, è sempre in agguato e rende i rapporti diffidenti. Ma la diffidenza (già poco giustificabile) non deve trasformarsi in odio verso chi la pensa diversamente, come sta accadendo in questi giorni con coloro che si oppongono al ddl Zan.

NARDONE

D. Ddl Zan: le ultime novità non sono prive di critiche, soprattutto sulle manifestazioni del pride, ma la Sinistra sembra non voglia sentire ragioni…

R. “Noi abbiamo fortemente criticato il ddl Zan ma, contemporaneamente, abbiamo fatto anche delle proposte. Abbiamo chiesto che su temi così importanti ci fosse un confronto.
Un confronto che la Sinistra non ha voluto perché sa bene che non sanno motivare nel merito alcune scelte fatte dal ddl Zan. Contestiamo, innanzitutto,  l’art. 4 che impedisce o meglio bloccherà la libertà di espressione; e contestiamo l’art. 7 cioè il fatto di insegnare ai bambini cosa sia l’omofobia. Ma per fare questo bisogna partire dalla consapevolezza sessuale che i bambini molto piccoli non hanno, e il motivo per il quale nelle scuole pubbliche italiane non si fa educazione sessuale è perché si è sempre ritenuto che argomenti così delicati debbano essere trattati dalle famiglie, dai genitori i quali meglio sanno come rapportarsi con i propri figli. Ora, tutto questo viene utilizzato dalla Sinistra per farne una propaganda ideologica, arrivando a quello che abbiamo visto alla manifestazione di Milano, quei cortei con Gesù… Ciò dà la sensazione di quello che abbiamo detto. Se siamo tutti d’accordo sul fatto che ognuno di noi deve essere libero di esprimere la propria opinione rispetto a determinate posizioni, ovviamente una manifestazione così forte contro chi ha una sensibilità cristiana cattolica, è di per sé la prova che chi vuole il ddl Zan, in realtà non vuole che ci sia libertà di espressione. Noi abbiamo criticato il provvedimento sotto tutti di vista, te ne dico uno su tutti: dobbiamo immaginare sempre che siccome la norma non può chiarire tutti i punti (il ddl Zan è scritto male), è normale che il Magistrato o l’autorità di turno dovrà interpretare a seconda della propria discrezione, infatti negli altri Stati i transgender, che fisicamente sono uomini, per il solo fatto di essersi dichiarati donne, partecipano a competizioni sportive con le donne. Io questo lo trovo problematico rispetto alla parità. Allora, si parla tanto della difesa delle donne, ma ci sono degli effetti che, oggi, la Sinistra volutamente cerca di sottacere e che saranno un grande problema semmai dovesse passare il ddl Zan”.

D. Blocco dei licenziamenti. Cosa ne pensi?

R. “Il blocco dei licenziamenti sicuramente è stato utile in un momento iniziale della pandemia, oggi è inutile parlarne se prima non ci preoccupiamo di salvare le aziende, perché blocco o non blocco dei licenziamenti se noi non salviamo il nostro tessuto imprenditoriale, ci sarà poco da discutere a riguardo.
E’ un tema importante. Va affrontato con una riforma seria del welfare, collegando anche la formazione e la possibilità di reimmettere lavoratori, che perderanno il lavoro, attraverso un percorso formativo. Soprattutto bisogna occuparsi delle aziende che sono quelle che producono il lavoro”.

D. Problema immigrazione. La Meloni ha sollevato delle forti perplessità, me ne parli?

R. “Come sempre ci siamo ritrovati con grandissime dichiarazioni d’intenti, per cui sembrava che andare al Consiglio d’Europa avrebbe risolto il problema dei flussi migratori e siamo tornati, come sempre accade da tempo, con un nulla di fatto. Dunque, ci sono dei Paesi che a parole si dicono disponibili ad aiutare l’Italia, ma nei fatti l’Italia non viene aiutata perché nessuno vuole un’immigrazione incontrollata come avviene qui. Questo problema deve essere preso sul serio e bisogna capire che il nostro Paese non può essere lasciato solo a risolverlo”.

Ringrazio l’on. Ylenja Lucaselli per la piacevole conversazione.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.