Dalla commissione Mitrokhin all’amore per la Destra liberale. Intervista al dottor Enzo Raisi

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Anna Tortora

Oggi parliamo di uno degli argomenti più misteriosi e discussi della storia italiana: la strage di Bologna.
Lo faccio con il dottor Enzo Raisi, parlamentare di AN, Pdl, Futuro e libertà per l’Italia.

Allora, caro Enzo, innanzitutto tutto come stai?
“Benissimo, sono rientrato da poco in Italia e sono felice di aver rivisto i miei parenti dopo cinque mesi. Sai bene che vivo in Spagna da un po”.

Sei un imprenditore e da parlamentare hai fatto parte della commissione Mitrokhin. Me ne parli?
“Certo. Comincio dal principio. Il 2 agosto 1980 ero a Bologna e stavo recandomi in stazione per partire per il servizio militare. Arrivato lì, c’erano caos, fumo e macerie. Da allora mi sono dedicato alla ricerca della verità su quella strage, facendo parte, inoltre, della commissione Mitrokhin”.

Hai scritto anche un libro sulla strage di Bologna.
“Sì, un libro in cui racconto i miei anni di ricerca sulla strage di Bologna.  La commissione Mitrokhin nasce per capire chi fossero gli spioni, la lista fu passata dagli inglesi. Salta fuori un documento: il giudice Bruguier, colui che condannò Carlos. Da qui scopro che un uomo di Carlos, un certo Kram era presente a Bologna il 2 agosto 1980.
Non era il solo, c’era anche la Frohlich. Questo fu confermato dallo stesso Carlos al Corriere della sera. Questi elementi ci hanno portato a scoprire il lodo Moro.
Carlos ammette anche il trasporto di esplosivo da parte del suo gruppo di uomini. Vedi, era una vera e propria associazione, i Separat a cui il Kekebè aveva affidato altri gruppi terroristici, tedeschi e palestinesi,  l’OLP e FPLP inseriti a loro volta nel gruppo cellule rivoluzionarie (della Germania orientale). Le prove dei legami tra questi gruppi non ci sono più perché le bobbine del Kekebè sparirono. Detto questo scopriamo che a Bologna c’erano altri terroristi di sinistra, per es. Marra, uno dei rapitori del giudice Sossi. Un altro ancora presente a Bologna era uno soprannominato Cortomaltese,  che faceva da collegamento tra la banda criminale di sinistra e i Palestinesi”.

È venuto fuori altro poco tempo fa, o mi sbaglio?
“Non ti sbagli. L’Fbi, due anni fa, rende noto che a Bologna c’erano due Cilene (o presunte tali) con dei passaporti falsi, che facevano parte dello stesso pacchetto di passaporti falsi degli operativi di Carlos in altri attentati. La cosa clamorosa che il fascicolo era finito lì perché, nel 2001, De Gennaro, all’epoca capo della polizia, inviò una nota alla questura di Bologna e a quella di Bari, in cui era scritto – I colleghi tedeschi ci segnalano Kram implicato per la strage di Bologna -.
In effetti, quando Kram arriva a Bologna, aveva un gruppo logistico composto da persone che conducevano vite normalissime. Lui venne bloccato e gli trovarono un bigliettino con scritto Haidi; era il soprannome usato dalla Frohlich. Tommaso Kram entrò in Italia e le BR nascondevano le armi dei Palestinesi a Verona e in Sardegna”.

A proposito di Sardegna, Cossiga?
“Uomo eccezionale. Lui mi confermò il trasporto di esplosivi palestinesi”.
Tutto pianificato, eppure…
“Con il lodo Moro si autorizzata a tenere esplosivi a condizione che non facessero attentati in Italia, ad esclusione di Ebrei e Americani. Es: Attentato alla Sinagoga.
Nel Novembre 1979, una pattuglia di carabinieri ferma un furgone ad Ortona, guidato da un esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP). Viene arrestato anche Saleh Abu Anzeh che abitava a Bologna. Non confonderei, però, con la strage.
La Magistratura non ha mai voluto indagare. Durante il processo Cavallini la difesa pose dei dubbi sulla morte di Maria Fresu, di cui non si trova il cadavere. Trovarono un lembo che dissero corrispondesse a lei, ma, molto tempo dopo, con le tecniche scientifiche appropriate, risultò che l’analisi del lembo era sbagliata. Non era della Fresu. E il suo corpo, allora, si era volatilizzato? Quel lembo, forse, è della terrorista che portava la bomba. La Procura di Bologna trovò impossibile fare ricerche su un lembo. Ha rifiutato di vedere la tesi del Parlamento, della commissione Mitrokhin. Gero Grassi, parlamentare del PD, chiese di essere ascoltato dalla Procura di Bologna, ma nulla”.

Gero Grassi e perché?
“Perché lui ha fatto molte ricerche sul rapimento di Aldo Moro. E siamo arrivati ai giorni nostri. Due mesi fa il Copasir, all’unanimità, ha chiesto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di desecretare i documenti legati a Giovannone, ma Conte si è rifiutato dichiarando ‘Non possiamo rendere pubblici quei documenti perché risulterebbe una verità su Ustica e Bologna che farebbe molto male agli italiani e metterebbe a rischio gli interessi nazionali in quale aree’.
La verità è che la Procura non ha mai voluto tener conto del Parlamento”.

Passiamo ad un altro argomento. Sei finiano?
“Faccio parte della Destra, laica, liberale ed europeista. Non sono finiano. Quando accadde la scissione nel Pdl, con l’espulsione di Fini, passai in Futuro e libertà, ma in realtà non volevamo alcuna scissione, né io né Italo Bocchino, poi è successo ciò che è successo… Il punto era: o con Berlusconi o con Fini, e noi non sopportavamo la Lega. Degli amici del Pdl sono rimasto in ottimi rapporti con Denis Verdini. Sai bene che il Fascismo non era destra. La destra vera era conservatrice – liberale.  Italo (Bocchino ndr) è allievo di Tatarella, uomo della Destra vera. Altro esempio di uno che incarna i valori della Destra liberale è Guido Crosetto”.
Ringrazio il dottor Raisi per la piacevole chiacchierata.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.