Dal principio filosofico al principio pratico

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Anche in un falso modello liberale ma anche in una normale attività di Governo, le imprese dovrebbero avere un ruolo molto importante di ciò che rappresentano. Succede invece che in un Governo “Sbandato”, nel quale si enunciano principi filosofici, come per esempio: tutti hanno diritto al lavoro, bisogna abbattere la povertà – non si risponde ai principi pratici, ad esempio: come posso dare/creare posti di lavoro e come posso realmente abbattere la povertà.
Il Ciclo di vita Darwiniano esiste anche per le imprese, hanno un tasso di mortalità nel loro ciclo di vita. La maggior parte di esse muore nei primi tre anni di vita. Le motivazioni sono due, o perché l’imprenditore ha terminato il denaro oppure perché non riesce a trovare mercato (problemi di tutte le imprese del mondo).

NARDONE

I governi in Italia cosa hanno fatto e cosa fa l’attuale, in generale e nel particolare?
Penalizzano il tessuto imprenditoriale, incomincia con una burocrazia cartacea, obbligando il neo imprenditore a pagare, già prima di aprire, una serie infinita di balzelli, tasse comunali-regionali, imposte, Inps, ecc. ecc.
La nostra proposta Liberale potrebbe essere, per sostenere il tessuto imprenditoriale, l’esenzione di ogni tipo di tassa dal primo al terzo anno. Al termine del terzo anno si potranno verificare i bilanci e si può immaginare di modulare una tassazione, appunto, rimodulata, avendo dato credibilità, posti di lavoro ma in ultimo, non per importanza , VALORE.
Questo offrirebbe allo Stato opportunità a costo zero, un sistema di impresa che possa, con buon senso, dare la possibilità di creare anche posti di lavoro e allentare lo statalismo del RDC (reddito di cittadinanza).

Tale azione potrebbe essere proposta e resa operativa anche per il prossimo futuro, post Covid-19 e potrebbe essere presa in considerazione anche per aiutare le piccole e medie imprese, artigiani e partite iva che si troveranno, allo scadere di questo periodo di crisi, nel dover recuperare: mercato, contratti, altre attività di produzione annesse.
Possiamo ritenere che queste proposte, Liberali, possano essere attuabili facilmente.

Inoltre, questa tesi è validata e confutata da uno studio info-camere per il periodo 2010/2018, scoprendo che il Sud, non solo si caratterizza per il saldo positivo del numero di imprese, mediamente più elevato e, viceversa, al Nord si riscontrano valori e tassi più bassi, con le peggiori performance al nord-est, dove per 5 anni su 9 si sono avute più cessazioni che nascite di nuove attività di impresa.
Si potrebbe sostenere, così, la crescita del tessuto Meridionale e ridare fiducia al tessuto Nord-Orientale del Paese.
Ma la cosa deve farci maggiormente pensare vista la crisi Europea che, sicuramente, porterà ogni Paese nel tutelare e favorire le proprie imprese, il proprio tessuto, dei propri confini, diminuendo i contratti, in subfornitura italiana e/o diretti, con tutte le nostre Aziende specializzate.
Se è vero che anche l’attuale Governo si etichetta liberale con il nostro slogan: Salviamo l’Italia Produttiva – non dovrebbe avere difficoltà a portare nelle Aule Parlamentari tale proposta che oltre ad essere di buonsenso è socialmente utile.

STEFANO MARIA CUOMO
Responsabile Nazionale Organizzativo
Partito Liberale Italiano

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Redazione

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