Da Telese Terme la protesta dei commercianti: siamo al collasso. In piazza anche i sindaci

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“Siamo consapevoli delle difficoltà che anche le istituzioni stanno attraversando a tutti i livelli, dall’Europa alla Valle Telesina. Non chiediamo miracoli né promesse irrealizzabili: siamo allo stremo e abbiamo bisogno di risposte concrete e urgenti”. Prima un documento stilato tutti insieme, poi il corteo lungo le strade di Telese Terme fino a piazza Minieri. Così centinaia di esercenti ieri sera hanno lanciato il loro grido di allarme. In maniera composta, rispettosi di distanze e regole anticovid. Preoccupati e avviliti, dopo mesi di chiusure e senza una reale prospettiva di ripresa.

NARDONE

“In tutta Italia, dalle grandi città ai centri minori, interi comparti stanno scendendo in strada per far sentire la propria voce. Migliaia di aziende, di partite IVA, di piccole realtà produttive stanno dicendo alle istituzioni che non c’è più tempo: il rischio chiusura è serio e imminente – hanno affermato -. Aziende, partite IVA e realtà produttive significano persone in carne ed ossa, famiglie che faticano a pagare affitti, bollette, mutui, spese quotidiane. Oggi manifestiamo per far comprendere la gravità della situazione e per avanzare alcune proposte alle Amministrazioni comunali della Valle Telesina”.

Proposte chiare, ma anche richieste indifferibili come l’apertura di un tavolo permanente tra le istituzioni locali e gli operatori economici affinché le istanze siano concretamente portate avanti e monitorate. E poi: “Un intervento presso il Prefetto di Benevento, la Regione Campania, l’ANCI e tutte le autorità competenti, ivi comprese quelle sanitarie, affinché siano elaborati criteri di valutazione del rischio adeguati alle realtà territoriali. Non è possibile che le piccole realtà, come il Sannio, siano trattate allo stesso modo dei grandi centri. Ci sentiamo doppiamente danneggiati”, prosegue il documento stilato dagli esercenti, i quali chiedono ai sindaci “di attivarsi, presso il Prefetto di Benevento e le autorità competenti, per il conseguente e immediato passaggio del Sannio in zona arancione, così da predisporre la riapertura delle attività. Riteniamo, oltretutto, che le attuali misure stiano favorendo il lavoro in nero che, privo di ogni reale forma di controllo, potrebbe addirittura favorire il propagarsi dei contagi, ottenendo un effetto contrario alle intenzioni; di attivarsi per la convocazione degli organismi regionali competenti – Giunta, Consiglio, III Commissione Consiliare – nei quali discutere e approvare provvedimenti che recepiscano le richieste del Sannio e della Valle Telesina; di attivarsi presso il Prefetto di Benevento e le autorità competenti affinché siano urgentemente previste misure a sostegno di quelle partite IVA e PMI che versano in situazione drammatiche; di predisporre, in maniera omogenea in tutta la Valle Telesina, una riduzione della TARI e dei tributi comunali per l’anno in corso e per il 2022, a vantaggio di tutte le attività ma soprattutto per quelle chiuse o che lavorano a basso regime”.

Infine una proposta operativa per il rilancio dell’intera area, predisponendo “urgentemente una programmazione turistica coordinata per l’intera Valle Telesina, con un piano di marketing e comunicazione adeguato, con profilo almeno regionale, e con misure operative rivolte ai residenti affinché siano invogliati a spendere sul territorio e aiutino i nostri comuni a non morire definitivamente. A tale scopo suggeriamo di convocare urgentemente tutti gli attori e le agenzie territoriali che possono concorrere alla definizione degli obiettivi e degli strumenti”.

Insieme a loro sono scesi in piazza i sindaci. C’erano tutti: il primo cittadino di Amorosi, Carmine Cacchillo, il sindaco di Cerreto Sannita, Giovanni Parente, quelli di Solopaca, Pompilio Forgione e  di Puglianello, Francesco Maria Rubano; il sindaco di Cusano Mutri, Giuseppe Maria Maturo; di Dugenta, Clemente Di Cerbo, di Faicchio, Nino Lombardi. E ancora il sindaco di Frasso Telesino, Pasquale Viscusi, il sindaco di Guardia Sanframondi, Raffaele Di Lonardo, le fasce tricolori di San Lorenzo Maggiore, Carlo Giuseppe Iannotti e di San Lupo, Franco Mucci; il Sindaco di San Salvatore Telesino, Fabio Massimo Leucio Romano, quello di Melizzano, Rossano Insogna e quello di Pietraroja, Angelo Pietro Torrillo.

I sindaci

La presenza dei sindaci è stata la prima risposta, il primo atto concreto degli enti locali, ai quali, come verrà poi ribadito dagli amministratori di Telese Terme, ne seguiranno altri.

“La sentita partecipazione dei sindaci del territorio ha manifestato, ove mai ce ne fosse stata la necessità, che il problema è fortemente sentito dalle istituzioni locali – hanno dichiarato il sindaco di Telese Terme, Giovanni Caporaso e il vicesindaco Vincenzo Fuschini -, le uniche, ormai, che fanno frontoffice con i cittadini, commercianti, professionisti e partite Iva. I sindaci eletti direttamente dai cittadini e ai quali ogni giorno sono chiamati a dare risposte. Ringraziamo i commercianti della valle telesina per la compostezza della loro manifestazione pur nella severità del loro grido di dolore, un grido che è e deve essere di tutti perché nessuno si salva da solo. L’impegno è che la manifestazione avrà un seguito con atti che sono poi i fatti che un’amministrazione può e deve fare – hanno concluso Caporaso e Fuschini -. Non lasceremo da soli i nostri commercianti”.

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Redazione

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