Cultura e Formazione

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Napoli, 12 apr. – Siamo nel vivo della Settimana Santa, precisamente nel secondo dei sette giorni che precedono la Pasqua di Risurrezione: per le strade di Napoli e dintorni c’è movimento, ed i vagoni di entrambe le linee della metropolitana pullulano di gente. Stamani, mentre viaggiavo a bordo di un convoglio della Linea 2, ho avuto il piacere di incontrare un gruppo di ragazzi della Puglia occidentale -precisamente di Gravina- e di dialogare con loro sino al momento della discesa alla stazione di Napoli Piazza Garibaldi. A costituire oggetto della nostra conversazione è stato un tema di particolare delicatezza ed al contempo di non agevole comprensione, ossia il significato del concetto di formazione e di quello del termine cultura.
Siam partiti dalla solita domanda, sovente porta ai turisti dagli abitanti di una città, inerente al motivo della loro visita nel capoluogo Campano: due ragazze, a mio avviso gentili, hanno affermato di esser state qui a Napoli per assistere al concerto di un cantante Romano che ha debuttato sui palcoscenici nel duemilauno, tale Alessandro Mannarino. Ad udire questo nome son rimasto sbalordito: infatti non lo avevo mai sentito nominare sino a quel momento, anche perché sono appassionato di tutt’altro genere musicale (precisamente di musica classica ed opera lirica, che sono di stimolo ad ogni mia attività). Dopodiché, ho chiesto loro quale fosse l’oggetto dei loro studi: essi mi han risposto di essere in procinto di conseguire il diploma di scuola superiore (la cosiddetta “maturità”) nel settore contabile e turistico; ho rivelato di nutrire grande interesse per il turismo, attività cui mi dedico nei mesi primaverili ed estivi, aggiungendo di essere, per contro, un tantino maldestro in qualsivoglia attività avente natura contabile. A tal punto siamo entrati nel vivo della nostra discussione: ad una delle due ragazze che hanno risposto al mio primo quesito ho proposto un tema -a mio avviso di fondamentale importanza- da porre a fondamento del suo percorso (che i più denominano, impropriamente, “tesina”), cioè il rapporto tra formazione e cultura.
L’esempio che ho citato è stato il seguente: Tizio, laureato con il massimo dei voti, la lode ed il plauso della commissione, non è affatto una persona gradevole: infatti rinfaccia sempre a Caio, suo suocero nonché persona gentile e sempre disponibile nei confronti del Prossimo, di non avere cultura e di essere un emerito ignorante. Sorge allora spontanea la domanda se Tizio abbia o meno “ragione”. Dal punto di vista umano, costui ha, come si potrebbe pensare, torto marcio: è infatti una gran scostumatezza rinfacciare ad una persona il fatto che quest’ultima abbia deciso -per qualsiasi motivo- di non proseguire i propri studi oltre un certo traguardo; dal punto di vista semantico, però, Tizio ha, come si suol dire qui a Napoli, “ragione a metà”: è -relativamente- giusto affermare che Caio sia “ignorante”, poiché il significato di tale aggettivo è quello di non conoscitore di una determinata materia (a titolo di esempio si potrebbe a ragion veduta affermare che il sottoscritto, in quanto giurista, sia ignorante in medicina); ma dire che Caio non abbia cultura è assolutamente sbagliato: costui, data la natura del suo lavoro, conosce ogni dì gente nuova, deve far sì che il bilancio della sua azienda sia positivo, deve far attenzione a molti particolari, primo tra tutti la data di scadenza delle bibite che trovansi nel magazzino, e quant’altro. Last, but not least, il nostro Caio si dedica molto all’attività turistica durante il mese di agosto, durante il quale la sua azienda resta chiusa: ed è proprio durante tale attività che egli si accultura, ampliando le sue conoscenze storiche, geografiche, artistiche, e quant’altro.
In conclusione si può affermare che le cose stanno nel seguente modo: Tizio è sicuramente più formato rispetto a suo suocero Caio; ma non è detto che quest’ultimo non sia colto, o che lo sia meno di suo genero.
La formazione viene dai libri; la fonte della cultura, invece, è il vivere concreto!

NARDONE

Adriano Javier Spagnuolo Vigorita

 

 

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Redazione

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