Crisi di Governo. Intervista a Giancristiano Desiderio

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Anna Tortora

– Il Governo Conte ha assunto, negli ultimi mesi, degli scenari grotteschi. Tu cosa ne pensi?
“Tutta la vicenda del governo ha ormai assunto forme grottesche e metaforiche. L’ex avvocato del popolo è diventato l’avvocato di sé stesso che chiede: ‘Ma se mi dimetto chi mi garantisce il reincarico?’. Naturalmente, nessuno; perché in politica, come nella vita, non esistono garanzie e l’unica vera garanzia è solo quella che ogni uomo deve essere in grado di garantire a sé stesso contro o limitando il potere per essere libero: a questo serve la Costituzione. Ma Conte è proprio colui che ha fatto strame della Costituzione e ora, in camera caritatis, chiede garanzie per qualcosa che nessuno, nemmeno la Costituzione, può dargli.
Una barzelletta.
L’ unica preoccupazione di Conte è rimanere a Palazzo Chigi, tant’è che rimane lì anche in barba ai voti che non ha in Parlamento, proprio lui che ha voluto parlamentarizzare la crisi. E una volta che il Parlamento non gli ha riconosciuto i voti sufficienti per poter governare, ne dovrebbe prendere atto, invece ha trasformato Palazzo Chigi in una sorta di call center e ci manca poco che chiami pure gli Italiani per sostenerlo”.

NARDONE

– I Dpcm?
“I Dpcm sono una pura invenzione di questo Governo e un’assoluta novità della politica italiana. Ne hanno fatto uso per una questione di rapidità di intervento. Però i rilievi che sono stati fatti dai vari costituzionalisti, io cito il più autorevole cioè Sabino Cassese, sono dei rilievi fondamentali. Le Costituzioni e la Costituzione italiana, che una volta era considerata dalla sinistra la più bella del mondo,   non vanno in vacanza o vengono messe tra parentesi quando c’è un’emergenza, è esattamente il contrario: le Costituzioni devono restare ferme e valide ancor di più quando ci troviamo di fronte ad un’emergenza, perché dalle Costituzioni dipendono la salute di un sistema democratico e le garanzie, i diritti, le libertà dei cittadini.
Tutte queste cose sono state messe fortemente a rischio nel nostro Paese per ragioni superiori. Le ragioni superiori sarebbero quelle di garantire la sicurezza. Ma abbiamo effettivamente garantito la sicurezza, mettendo le garanzie e i diritti tra parentesi, o abbiamo perso, come si dice dalle mie parti, sia Filippo sia il  paniere? Cioè sia i diritti che la sicurezza, la quale sicurezza viene indicata, in questo caso, dal Governo, nella salute dei cittadini.
Nemmeno il Padre Eterno è in grado di garantirci la salute. In realtà, il Governo non vuole tutelare la salute dei cittadini, quanto cercare di salvaguardare la fragilità del sistema sanitario. Anzi io suggerirei di cambiare nuovamente il nome del ministero della Salute, cioè di riportarlo a quello che c’era prima, ministero della Sanità perché alla salute ci devono pensare i singoli individui, alla Sanità ci deve pensare chi amministra la Sanità: Ministro e Regioni.
Visto che, purtroppo, in Italia la Sanità è stata parcellizzata secondo il numero delle Regioni”.

– Le dimissioni di Conte?
“Il Governo è andato alla ricerca dei ‘responsabili’ i quali, una volta, venivano indicati come dei traditori, poi sono stati visti come dei responsabili, dei volenterosi, dei costruttori. Ma, nonostante questa ricerca spasmodica, questi responsabili non sono saltati fuori.
L’ ex avvocato del popolo finalmente è salito al Quirinale e ha rimesso il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, come avrebbe dovuto già fare giorni addietro. La domanda che tutti si fanno, naturalmente, è se ci sarà un Conte tre. Quello che mi sento di dire io è se il Conte due è finito in un fiasco clamoroso, perché dovrebbe funzionare un Conte tre? Non si sa, non si capisce. Credo sia più opportuno trovare una figura diversa, a partire da quelli che sono i problemi sul campo: l’uscita dalla crisi sanitaria e il rilancio dell’economia nazionale. Attraverso, non come si usa dire l’utilizzo dei miliardi del Recovery fund, ma l’investimento dei miliardi del Recovery fund come ha più volte messo in luce Mario Draghi.
L’ economia italiana può essere, forse, rilanciata se non solo vengono spesi i soldi, ma, soprattutto, se i soldi non vengono buttati. E affinché non vengano buttati, noi dobbiamo mettere mano, per l’ennesima volta, a delle vere riforme che riguardano la giustizia, la scuola e il mercato del lavoro. Per tutte queste cose, credo che l’ex avvocato del popolo non sia la persona più indicata”.

Conte resta in carica per il disbrigo degli affari correnti. Da domani pomeriggio inizieranno le consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Speriamo in cose migliori.
Ringrazio Giancristiano Desiderio, giornalista, scrittore e studioso di Benedetto Croce.

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.