Criscuolo : La Campania non può celebrare il matrimonio tra Pd e FI

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Napoli, 14 ago. – Tra le letture estive proponiamo una simpatica riflessione sull’ improbabile matrimonio del PD e FI in Campania . Gli abitanti di altre regioni potranno prendere spunto e applicare con parsimonia quanto esposto .
In una regione complicata come la Campania in cui il fenomeno del processo mediatico ha operato nella maniera più feroce negli ultimi anni e ‘ plausibile considerare il ridimensionamento dei partiti nelle varie aree in rapporto alla provincia di Napoli e Caserta in particolar modo . È’ ben noto infatti che la maggior parte degli interessi gestiti nei centri di potere quali la città di Napoli in cui si concentra anche la città metropolitana e la Regione Campania ( che ha esteso alcune competenze a Salerno e Avellino ) influenzano gli esiti delle amministrative e delle politiche . Nella città di Napoli si sono sempre gestiti una mole di affari maggiore rispetto all’ area casertana ad esempio e la gestione politica degli ultimi anni , quindi del sindaco in carica, che è anche sindaco della città metropolitana ha portato ad una incredibile dispersione dei risultati .  La mancanza di una visione politica incide sull’ amministrazione , pensate facendo appello ad un dato significativo , che la seconda rielezione si è ottenuta con una differenza di oltre 50 mila voti . Un sindaco di tre milioni di abitanti votato da 170 mila persone ? Qualcosa non funziona , così come non funziona la questione Anm , Abc e via dicendo . Il quadro politico napoletano e quello della provincia è ‘ gravemente leso da questi fattori dove si incrociano ” deleghe di gestione ” con ” interessi personalistici al fine di ricoprire ruoli apicali di un movimento ” . Un amministratore può mettere a repentaglio posti di lavoro , ad esempio , per le sue ambizioni ? Passiamo avanti .
Nella provincia di Napoli ad esempio nell’ area vesuviana, a parte Ercolano e Torre del Greco , l’ attività delle forze dell’ ordine non ha portato ad uno sconvolgimento della geografia politica poiché quest ‘ area non è mai stata spostata al centrodestra . La zona che merita più attenzione e ‘ invece quella che si trova ai confini con l’ area casertana ed il nolano . Le vere roccaforti del centrodestra che sembrano stiano vacillando a poco a poco e che potrebbero far mutare il destino degli esiti politici se chiaramente i partiti torneranno ad avere dei coordinamenti fatti da persone scelte dalla società civile e non nominate extraterritorialmente . Ovviamente questa tendenza nei partiti a struttura verticista con un radicamento ventennale è ‘ più che naturale parlandosi di Forza Italia ed anche del Partito Democratico che è più giovane ma alterato da troppe correnti . Questi due aspetti chiaramente pongono dei forti limiti alla capitalizzazione elettorale degli spazi vuoti che ovviamente saranno spartiti tra il voto di protesta e l’ astensionismo . Al Sud e ‘ fortemente sentito ancora il fenomeno del voto di scambio , cosa che ci limitiamo a puntualizzare solo alla fine delle considerazioni di questa riflessione sull’ improbabile matrimonio tra Fi e Pd .
Considerati taluni aspetti è ‘ mai pensabile per una elezione politica , sebbene in occasioni comunali invece rappresenti una libera scelta obbligata, un matrimonio tra Pd e Fi ? Assolutamente no , perché le condizioni ambientali non lo consentirebbero ergo questa malsana idea porterebbe in automatico alla crescita del voto di protesta , di scambio e dell’ astensionismo .
Il processo più adeguato e ‘ quello di creare coalizioni con leader di cdx e csx che nel migliore dei casi abbiano programmi elettorali diversi e non si basino solo sul leaderismo cercando di nutrire un vivace dibattito politico e di qualità escludendo i populismi e l’ antipolitica .

NARDONE
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