Covid-19, quale scienza oggi?

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Anna Tortora

Gli sviluppi impensabili delle scienze hanno indotto, quasi come contraccolpo, pressanti interrogativi sul significato e la validità degli asserti scientifici.
Tali problematiche, che in passato erano oggetto di discussione in ristretti circoli di epistemologi, attualmente (con il Covid-19) sono diventate argomenti di dibattiti televisivi e di articoli su giornali nazionali.

NARDONE

“La vera emergenza? Cultura e vita morale.
Il green pass ci riporta alla vita normale. Esclude i non vaccinati, ossia gli anormali, dalla vita civile. Trasforma la vita civile in vita incivile. Trasforma la scienza medica in scientismo e lo eleva a metodo di governo. Introduce la discriminazione per legge. Ci porta ad un passo dalle leggi razziali.
PRECISAZIONE PER I FANATICI: SONO VACCINATO.”
Giancristiano Desiderio, giornalista e scrittore

Se si facesse un censimento delle persone che frequentano i laboratori scientifici (non gli studi televisivi) emergerebbero sostanzialmente due tipologie: la prima è formata da schiere di super esperti e di super specializzati che, immersi nei propri studi particolari, si disinteressano di problemi estranei al proprio settore di ricerca; la seconda tipologia è formata da gruppi di studiosi che si interrogano sui fondamenti della scienza, sulla validità e sulla verità delle teorie, sul futuro dell’uomo e, non in ultimo, sui rischi culturali dello scientismo.
Fin qui ci siamo. Ma perché tutta questa confusione?
Questi problemi sono stati dibattuti, in un passato non molto remoto, in scritti e convegni sempre più numerosi sotto la spinta psicologica ed emotiva della comparsa di nuove discipline scientifiche, ognuna sorretta da una propria metodologia.
Ma un conto è fare scienza, altro è creare confusione come sta avvenendo con i vaccini anti Covid.
Il vaccino è importante e anche io, come il collega Desiderio, mi sono vaccinata, bisogna però riprendere in considerazione la libertà. E questa libertà sarà possibile?

“Stampatevi in mente un concetto fondamentale in virologia: nessun vaccino protegge il singolo individuo al 100%. Ma se tutti si vaccinano il virus non riesce più a circolare e allora tutti gli individui di quella comunità sono protetti al 100%. E’ stato così con vaiolo e polio.”
Roberto Burioni

Questa serie di passaggi, di scelte, nonché la preferenza per alcuni dati considerati importanti rispetto ad innumerevoli altri valutati come irrilevanti, servono a riconfermare l’interferenza di fattori soggettivi in ogni momento di questo periodo.
Con questo non voglio assolutamente dire che il Prof. Burioni non sia obiettivamente scrupoloso, ma molti suoi colleghi hanno creato solo confusione.
In conclusione è possibile affermare che l’oggettività assoluta è irraggiungibile e che la partecipazione del fattore soggettivo non compromette la validità oggettiva del vaccino.
Ma il terrorismo mediatico, quello non basta mai.

Ecco cosa scrive il Sole 24 ore
“I prossimi mesi saranno una corsa contro il tempo per immunizzare la popolazione ed evitare una nuova ondata che potrebbe bloccare buona parte del Paese a inizio autunno.
Entro fine luglio la variante Delta sarà prevalente e che i contagi giornalieri a fine agosto potrebbero arrivare a quota 11.000.”

È opportuno ribadire che la scienza, in quanto portatrice di conoscenza oggettiva del reale empirico, rappresenta un valore che non può ridursi a talk show e a terrorismo mediatico.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.