COVID-19 | Il Sindacato di Polizia “UPL Sicurezza Napoli”: “ristoranti aperti per la Polizia di Stato, nonostante le restrizioni nazionali e regionali. Su quale base?”

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“In relazione all’emergenza sanitaria Covid-19, premesso che il D.P.C.M. dell’11 marzo scorso prescrive la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione – dichiara in una nota il segretario Generale della U.P.L. Sicurezza Napoli Roberto Massimo –  ad eccezione delle mense e dei catering continuativi su base contrattuale con codici Ateco distinti e separati, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, ho chiesto, anche attraverso un quesito al Dipartimento della Pubblica Sicurezza a firma del Segretario Nazionale Paolo Giardina, di conoscere, anche per la cittadinanza preoccupata, su quale base normativa e da chi gli esercizi di  ristorazione possano essere autorizzati alla somministrazione dei pasti al personale della Polizia di Stato impegnato in servizi di Ordine Pubblico nella provincia di Caserta, così come sta avvenendo. Rivendico certezze e disposizioni inequivocabili – continua il Segretario Generale – per gli operatori dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica; anche i cittadini mi chiedono di tutelare i loro difensori ed arginare il rischio di contagio ai loro eroi”, afferma il Rappresentante Legale della struttura Napoletana Roberto Massimo.

NARDONE

“Sono proprio i cittadini che hanno posto il problema considerato che per loro sono vietati, chiusi i luoghi di ristoro, vorrebbero comprendere per quali motivi i poliziotti siano sottoposti a così alto rischio.  Sono sempre più convinto – conclude il numero uno del Sindacato di Napoli – che le leggi si applicano e non si interpretano, in quanto le restrizioni imposte dal D.C.P.M. Covid-19 lasciano quale unica possibilità quella di riconoscere a ciascun operatore impiegato in servizi di O.P. il diritto al “Buono Pasto”, con relativi arretrati in mancanza di mense di servizio.  Non dimentichiamo mai che senza questi valorosi combattenti, non ci sarebbe né democrazia né giustizia”, conclude la nota dell’U.P.L.

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