Covid-19 e lo scenario apocalittico italiano

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Anna Tortora
Anna Tortora

“Chi diffonde il virus sarà stanato subito”
Questa affermazione del microbilogo Crisanti ha suscitato indignazione in me e non solo;
il termine stanare è alquanto inappropriato.
“La scelta del termine stanare è emblematica ed evoca la caccia. Si stana una volpe o si costringe qualcosa o qualcuno a uscire dal proprio rifugio o tana, appunto.
All’auspicio del noto zanzarologo (uso il termine come fa Palù), mancano solo i cani da caccia e i plotoni di psicopolizia per rastrellare gli ‘untori’, perché per alcuni evidentemente non ci sarà pace finché non sarà lockdown totale.
E qua sembra di tornare davvero al resoconto manzoniano de La colonna infame, in cui la superstizione e il furore che circonda l’attuale biopotere si sposa con l’inquità di fantomatici esperti e politici, inconsapevoli burattini di quelle élite decise a trascinarci verso un Grande Reset”.
Enrica Perucchietti

NARDONE

La sanità è al collasso e anche la Campania ha  venduto fumo, perché il governatore è incapace di ogni progettualità e programmazione ad ampio respiro.
“Hanno scelto una strada che non risolverà il problema ma che sta distruggendo l’economia. Hanno scelto la via più semplice ma meno efficace e più dannosa.
Il distanziamento sociale ha avuto un solo vero risultato: sospendere di fatto la democrazia parlamentare, lasciando i pieni poteri ad un governo e alla sua maggioranza che se li sono presi con un colpo di mano e che, grazie al virus, hanno congelato, cancellato il loro disastro e la loro, all’epoca imminente, dissoluzione. E De Luca in Campania, è l’emblema e l’alfiere più astuto di tutto questo.
Il popolo italiano, terrorizzato, ha accettato e subito, in non pochi casi addirittura con pecoronico entusiasmo.
Incapacità o alto tradimento? Non vi dimenticate che, per colpa (o merito?) loro l’Italia adesso è pronta per essere comprata a pezzi da altri…”
Luigi Bobbio

Il Governo decide, non decide. Conte è stanco, provato e in bilico. La confusione avanza e non solo.
“Il nuovo ordine globale sembra manifestamente finalizzato al totalitarismo.
I comunisti informavano solo sulle conquiste del proletariato ed i sabotaggi dei controrivoluzionari; i nazisti snocciolavano ogni giorno notizie sulla malvagità degli ebrei, causa di tutti i mali della storia tedesca.
Oggi, l’informazione ci offre di continuo solo Covid.
Va bene fornire i dati dei contagi, ma l’ossessività rimanda alla costruzione di regimi totalitari fondati sulla paura e l’idea fissa”.
Giancarlo Lehner.

Ossessionare il popolo, sono arrivati a questo. Dopo sette mesi di insicurezze possiamo certamente affermare che una discreta esperienza su comportamenti sociopatici, inquisitori della terza generazione, ce la siamo fatta. Nonostante tutto, il fattore sorpresa non manca mai: c’è sempre qualche Dpcm che, mimetizzatosi nel bailamme più corposo, a un tratto decide per noi. Oltraggio alla mente libera.
“Ragionano così.
I provvedimenti del governo contro l’epidemia per salvare la salute esigono il sacrificio della libertà e l’adozione di un reddito di emergenza universale che si ricava dai grandi patrimoni, dai redditi alti, dai debiti per avere solidarietà e giustizia.
Si chiama comunismo”.
Giancristiano Desiderio

Scenari apocalittici che si stanno susseguendo da Marzo. Con la contemplazione silente dei Dpcm viene tracciato il sentiero che porta all’atteggiamento di gratitudine e lode da parte di un popolo assuefatto.
“Il dispotismo che è nato in Italia in due minuti tra febbraio e marzo è un particolare tipo di dispotismo in cui le vittime invocano il carnefice. Aldo Maria Valli lo definisce così: dispotismo statalista condiviso e terapeutico”.
Giancristiano Desiderio

Sono scenari di esasperazione e di disperazione: si avverte un profondo disagio che incide sulla libertà sempre più minacciata dalla paura del virus, dalla mancanza di relazioni sociali, dall’insorgere di inquietanti interrogativi sulla morte, sulla malattia.
Il Governo ha impedito ogni forma di relazione e di spostamento perché muoversi liberamente, spontaneamente non solo contiene un forte potenziale espressivo, ma favorisce il rapporto con l’altro, con il mondo.

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Anna Tortora

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.