Corridoio umanitario per 1000 richiedenti asilo dal Libano in Italia

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Al Viminale siglato un protocollo per l’accoglienza e l’integrazione di soggetti fragili

Favorire l’arrivo in Italia in modo legale e in condizioni di sicurezza per 1000 richiedenti protezione internazionale provenienti dal Libano, questo l’obiettivo del protocollo d’intesa per la realizzazione del progetto “Apertura dei corridoi umanitari” siglato questa mattina al Viminale dal capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno Michele di Bari, dal ministro plenipotenziario del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Luigi Maria Vignali, dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, dal pastore della Federazione delle Chiese Evangeliche Luca Maria Negro e dalla moderatora della Tavola Valdese Alessandra Trotta.

L’intesa ha come colonne portanti l’accoglienza e l’integrazione, e garantirà alle persone in fuga dai conflitti regionali non solo l’arrivo nel Paese in condizioni di sicurezza e legalità ma anche il sostegno nel processo di inclusione sociale, culturale e linguistica.

Nell’esprimere la sua soddisfazione per l’obiettivo raggiunto e per il grande impegno del ministero dell’Interno, il capo dipartimento di Bari ha affermato che «l’accordo sottoscritto oggi è un grande esempio di collaborazione istituzionale volta a garantire i diritti e la dignità delle persone, soprattutto le più vulnerabili». «L’apertura dei corridoi umanitari» ha concluso il prefetto di Bari «sono lo strumento che in sicurezza e legalità garantiscono accoglienza, diritti umani e integrazione».

Questa terza fase del progetto deriva da un’esperienza già consolidata, tra i diversi attori, che nel settore dell’accoglienza, dal 2015 a oggi, ha garantito a più di 2000 migranti in condizioni di particolare fragilità, provenienti per lo più dal Libano, un programma sicuro e legale di trasferimento e integrazione in Italia: una “best practice” a livello Europeo.

Redazione

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