Coronavirus, proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre: via libera del Senato

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E’ arrivato il via libera del Senato alla proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre: 157 favorevoli, 125 contrari e 3 astenuti. Due senatori del M5s, Crucioli e Ciampolillo, in dissenso dal gruppo avevano annunciato il loro voto contrario. Approvata, con il parere favorevole del governo, anche la mozione delle opposizioni, ovviamente per le sole parti non precluse dall’approvazione della risoluzione di maggioranza. La data del 15 ottobre è frutto di una risoluzione di maggioranza e di una mediazione, dopo che il governo aveva fatto sapere di essere orientato a chiederla fino al 31 ottobre. Inizialmente si pensava di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre. Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi mercoledì 29 luglio alle ore 20 per dare il via libera alla proroga.  

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Diversa sarà la partita domani. Conte chiederà l’autorizzazione alle Camere per un nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi e per ottenerla servirà la maggioranza assoluta, dovendo raggiungere a palazzo Madama quota 161. Il centrodestra si professa unito e deciderà dopo le parole del premier che posizione tenere. Se il sostegno delle opposizioni non dovesse arrivare, in Senato andrà in scena una nuova giornata da pallottoliere.

“E’ doveroso condividere con il Parlamento” la decisione della proroga dello stato di emergenza. Lo dice il premier Giuseppe Conte, al Senato, per parlare della necessità legata al “potere di ordinanza per realizzare interventi” che “non potrebbero essere attuati con analoga speditezza”. “La proroga è una facoltà espressa dalla legge – dice il premier Conte – per contrastare la pandemia che non si è risolta. C’è una imprevedibile evoluzione, la pandemia non ha esaurito i suoi effetti. Se decidessimo diversamente cesserebbero di avere effetto le ordinanze”, osserva il presidente del Consiglio ricordando che sono state adottate 38 ordinanze. Conte segnala che dal 2014 ad oggi sono state adottate 154 dichiarazioni di stato d’emergenza “e 84 sono state le delibere. Sarebbe incongruo sospendere l’efficacia delle misure adottate”. “Senza lo stato di emergenza decadrebbero i poteri straordinari ai molti soggetti attuatori” che sono per la maggior parte dei casi i presidenti della Regione. “La proroga dello stato di emergenza è una scelta obbligata”, osserva il premier che si dice “rinfrancato” dal fatto che i numeri registrati sono inferiori a mesi fa “anche se il virus continua a circolare. Il comitato tecnico scientifico rileva che la situazione nel mondo resta preoccupante”, da qui “la necessità di un atteggiamento necessario di vigilanza”. “Anche questo dibattito parlamentare dovrebbe attenersi a ragioni e profili meramente tecnici. Una impropria drammatizzazione, questa sì, potrebbe creare un nocumento all’immagine dell’Italia”. “La scelta di prorogare lo stato di emergenza non può ritenersi lesiva della nostra immagine all’estero, che non sia cioé sicuro per i turisti. Non vi è questo rischio, anzi: è vero il contrario. Garantiamo un paese più sicuro per tutti”, dice il premier Conte in aula al Senato. E aggiunge: “Questo dibattito parlamentare dovrebbe attenersi ai profili tecnici giuridici della decisione. Una impropria drammatizzazione del significato dello stato di emergenza” è “suscettibile di creare un potenziale nocumento all’immagine del paese all’estero”.

 

 

 

 

 

 

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