Coronavirus, Caserta: non solo sicurezza e emergenza sanitaria

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Analisi del prefetto su tessuto sociale e economico

Uno sguardo oltre la sicurezza e le azioni di contenimento della diffusione del virus. Il prefetto di Caserta Raffaele Ruberto invita a porre attenzione ai risvolti sociali ed economici dell’emergenza in un’intervista rilasciata al quotidiano “Mattino Caserta”.

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«C’era un’economia sommersa che è svanita di botto, lasciando chi la esercitava senza alcun introito», racconta il prefetto che sottolinea il prezioso lavoro svolto finora da comune, Caritas e associazioni nell’assicurare la distribuzione di generi alimentri di prima necessità. «Il problema è ora di garantire un flusso continuo a queste distribuzioni. Ho scritto alla Regione chiedendo che ci sia anche un intervento regionale per reperire scorte e distribuirle sul litorale» e nelle altre zone del Casertano. Piena fiducia nella macchina organizzativa dei soccorsi che, nel fronteggiare un evento imprevisto e del tutto nuovo nella sua drammaticità e capacità di propagazione, sarà sempre più efficiente.

Sul lato economico, sono 268 le richieste di riattivazione di aziende (la maggior parte del comparto alimentare) pervenute in prefettura per le quali verrà verificata la legittimità della ripresa attività. «Bisogna considerare – dice Ruberto – che la ‘ratio’ del blocco è di limitare il contagio e di mantenere solo le attività essenziali». «Ovviamente – conclude – laddove è possibile applicare rigide misure di sicurezza e controllo con l’utilizzo dei dispositivi di protezione, siamo sempre favorevoli a consentire che l’economia riprenda».

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Redazione

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