‘Controvento’, il grido di libertà degli spiriti magni giunge agli spettatori grazie al Teatro Tram

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NARDONE

Napoli, 29 lug. – Quattro monologhi, quattro gridi di libertà in ‘Controvento’, spettacolo itinerante inserito nella rassegna promossa dal Teatro Tram di Napoli, intitolata ‘Storie al verde’.

L’Orto botanico accoglie la rivendicazione di quattro spiriti magni, nel senso di importanza attribuita alla parola per denunciare i soprusi dell’Inquisizione.

A dargli voce sono gli attori Giuseppe Di Gennaro, Antonio D’Avino, Federica Flibotto, Angela Bertamino con testo e regia di Gennaro Esposito.

Pronti a restituire dignità a Giordano Bruno, Eleonora Pimentel Fonseca, Giambattista della Porta e una “Janara”, i protagonisti dei monologhi diventano un tutt’uno con la natura, a cui trasmettono le potenti vibrazioni dei loro ideali e dei propri reclami.

La giovane regia di Esposito compie un’importante operazione: lascia immergere lo spettatore in un incontro teatrale breve, ma intenso, impastato di libertà e pregiudizio, atto di volontà e costrizione, fede ed incredulità.

Certe espressioni penetrano come lame nel cuore della platea, sollecitata alla riflessione e alla comparazione storica da dialoghi intensi, che sembrano aderire perfettamente alle esigenze sociali contemporanee.

Una ‘Janara’ beneventana, viene così assalita dalla famiglia, subendo violenza per i riti magici attribuitili. La femminilitá risulta svilita e ridotta a mercificazione di un corpo da deridere, accusare ed incatenare fino allo sviluppo esiziale. Lo stigma della donna ‘strega’ si compie, non senza l’atto di coraggio di una giovane che chiede al popolo di prestarle almeno ascolto, prima di essere accusata definitivamente.

Il filosofo ed alchimista Gian Battista Della Porta denuncia la scomparsa della sua Accademia dei Segreti, chiusa dopo 20 anni per abiura. Incolpato per aver posto l’accento più sul meraviglioso che sul metodo scientifico, vide decadere anni di ricette, preparazioni di farmaci e costruzioni di macchine, quando l’Inquisizione nel 1579 lo tacciò di occultismo.  Le sue affermazioni nel testo teatrale sono lapidarie: “Strega il pensiero che ha bisogno di porto sicuro. L’uomo curioso è purtroppo un essere poco disposto ad accettare qualsiasi altra verità perché per lui è troppo faticoso cambiare scena, è troppo faticosa la ‘Rivoluzione’.

Sulla stessa linea di demarcazione si pone Eleonora Pimentel Fonseca, patriota e giornalista attiva al tempo della Repubblica Napoletana del 1799. Membro dell’Accademia reale di Scienze e Belle Lettere, fu definita rea di Stato per aver parteggiato per un tentativo di rivolta giacobina interrotta con la condanna a morte dei colpevoli. Nel suo monologo ci chiede: “ Cosa è la libertà. Si può dire che sia tangibile? Essa è così vasta da spaventarci tutti. Quando ci è concessa non ne facciamo un buon uso. I peggiori preferiscono barattarla. Chi sfrutta questa debolezza? Chi è al potere. I potenti sanno che non è saggio andare a stimolare la parte più svantaggiata del popolo dandogli la concezione di essere autosufficienti, altrimenti ogni tavolo perderebbe potere. I sudditi certe volte vogliono essere tali. Cosa fare in questi casi? Cosa serve agli ultimi per sollevarsi uniti e compatti? La loro felicità dipende dalla capacità personale di viversela questa vita”.

Il filosofo Giordano Bruno invece, pur essendo un sacerdote manifestò la sua insofferenza verso il dogmatismo: “Il mio pensiero – ribadisce –  è di chiederti a cosa serve scocciarti. Tu sai già tutto, d’altronde non esiste creatura materiale capace di superarti. Dio sei fine artigiano. Gli uomini? Son rozzi, stupidi, arroganti. Perché alcuni sono dotati da Dio di grandi qualità ed altri no? A questo non v’è risposta, perchè la vita è fatta di dogma!”.

Quando all’inquisitore veneziano espresse il suo scetticismo sul dogma trinitario, fu denunciato e accusato di eresia. Le sue opere vengono proibite e la sua vita trova tragica fine a Campo dei Fiori.

Da questi racconti deriva un solo interrogativo: “Chi è l’uomo per giudicare ed additare un altro uomo e la sua libertà di scelta ed espressione? Cos’è la morale e soprattutto quali risvolti storici avrebbe avuto la società odierna se fosse stato dato ascolto a questi uomini e a queste donne solo per un momento?”.

Il dubbio iperbolico si insinua nella mente dello spettatore, pronto a sottolineare l’umanità di questi personaggi e a restituirgli ascolto e dignità. ‘Controvento’ scatena gli applausi ed invita all’intima riflessione.

 

Riprese Video di Arturo Favella

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Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.