Con Draghi un cambio di passo. Vaccini ai più fragili. Intervista all’on. Alessandro Cattaneo, Forza Italia

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Anna Tortora

Per la mia rubrica “Il Personaggio” sono lieta di ospitare l’on. Alessandro Cattaneo. Già sindaco nel 2009, eletto nel 2018 deputato di Forza Italia.

NARDONE

D. L’altro giorno alla Camera di è discusso del tema delle vaccinazioni per i soggetti fragili. Me ne parla?
R. “Certo. Finalmente, mi viene da dire e questo ritengo anche uno degli elementi del cosiddetto cambio di passo che da più parti avevamo auspicato, si è discusso, all’interno del Parlamento, dei vaccini ai più fragili. È stato un momento di dibattito. A volte i dibattiti possono apparire con una componente retorica o poco concreta, ma, in questo caso, non è stato così perché il dibattito ha portato: a un ordine del giorno approvato in maniera molto ampia, promosso da Giusy Versace, per ricordare che nei vaccini bisogna pensare, oltre al tema dell’età, alle fragilità. Noi sappiamo che un numero di patologie è direttamente proporzionale alla mortalità. Questo ordine del giorno è terminato anche in conferenza Stato – Regioni. E tutti hanno fatto proprio il compito di inserire prioritariamente, nei propri piani, le persone fragili. Sappiamo che le Regioni hanno la delega alla sanità, dunque devono predisporre i piani regionali di vaccinazione delle persone fragili. Come si può tradurre in fatti concreti? Io ho sentito il responsabile vaccinale della mia Provincia, di Pavia, e abbiamo parlato delle varie strategie. La persona fragile può essere un malato cronico che sta a casa e quindi bisogna curarsi col medico di base, con le USCA, per andare direttamente a domicilio. Un cronico fragile può essere una persona che è degente in una struttura e quindi bisogna coinvolgere queste strutture. Una persona fragile può essere, invece, una persona che ha una grande autonomia ma deve andare in un laboratorio perchè ha un problema oncologico o chi deve fare un controllo per malattie rare.
Pensi che statisticamente per gli ospedali passano nove milioni di Italiani all’anno, allora bisogna far sì che chi va in ospedale sia prima vaccinato se già non lo è.
C’è stato un cambio di passo, la nave Italia è complessa, da quando uno gira il timone a quando la nave gira la direzione c’è un po’ di tempo. Posso dire, però, che a fronte di un dibattito trasversale e ampio, il tema è arrivato e siamo nella fase di predisposizione dei piani concreti regione per regione, territorio per territorio”.

D. Le nuove chiusure generalizzate saranno un problema. Forza Italia ha detto chiaramente No. Mi illustra questa forte perplessità?
R. “Una chiusura generalizzata sembra di addossare agli italiani il carico di un’attenzione che lo Stato non riesce a garantire. Noi siamo per le chiusure localizzate, addirittura con un lockdown rosso fuoco laddove ci sono degli indicatori fuori scala come è avvenuto in alcuni comuni. Ci sono state chiusure del singolo comune che hanno funzionato. Purtroppo, c’è da dire che, con la variante inglese la situazione è fuori controllo in quasi tutta Italia, però per quelle poche regioni, pensiamo al caso emblematico della Sardegna (bianca), che sono riuscite a mantenere l’arancione, sarebbe stato un non senso imporre la chiusura anche a loro. Purtroppo sono poche, larga parte d’Italia è in zona rossa ma, come concetto e come idea, riteniamo che si debba distinguere a seconda degli indicatori territorio per territorio.

D. Draghi è l’uomo giusto al posto giusto?
R. “Sicuramente, l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto, in una situazione così, con davanti delle priorità trasversali che impegnano tutti a dare concretamente delle soluzioni e non a dividersi sul dibattito politico. Draghi è la persona sotto cui, diciamo così, andarci a mettere (istituzionalmente) tutti per risolvere questi casi. Draghi arriva con una missione di scopo, che è quella di fare un piano vaccinale che funzioni e stiamo vedendo che il cambio di passo è stato fatto, e che dovrà scrivere il Recovery fund. E per scrivere bene il Recovery fund, miliardi per l’Italia, all’interno si dovrà avviare una stagione di riforme: la riforma del fisco, la riforma della giustizia, la riforma delle infrastrutture, tutte orientate a far ripartire il Paese”.

Con l’augurio che si possa uscire quanto prima da questa pandemia, ringrazio l’on. Cattaneo per la piacevole conversazione.

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.