Con Arcuri e Morra la morale è ridotta a farsa

Condividi
Anna Tortora
Anna Tortora

In Italia, ormai, il sistema politico non è più in grado di ridurre le complessità, di contemperare gli interessi, di individuare le priorità, di assumere decisioni.
Un cammino politico che non pone come consapevole assunzione della vita attraverso la libertà e la scelta, che è la scelta di una autenticità di relazione con l’altro (il cittadino).
“La natura ha dotato l’uomo di un istinto alla conservazione e alla cura di se stesso”. È questo un principio che Adam Smith, considerato da molti il padre della scienza economica, ripeteva spesso.
L’economista e filosofo scozzese considerava la cura del proprio interesse come uno di quegli ‘istinti naturali di autoconservazione’ ai quali attribuiva un carattere moralmente positivo.
Quindi un buon Governo dovrebbe, per dirla in breve, tutelare l’autoconservazione dei cittadini senza incorrere in privazioni che violino i diritti individuali.
Vediamo cosa ci dice Mario Adinolfi
“Oggi non saprei se raccontarvi dell’arresto del presidente del Consiglio regionale della Calabria o del supercommissario Arcuri che spende 32 milioni di euro per test rapidi coreani che hanno un indice di affidabilità tra l’11 e il 45% (sbagliano, insomma, 9 volte su 10). Stiamo a livelli delle mascherine di Zingaretti mai consegnate. Se volete il perché di questo disastro inimmaginabile che i nostri figli pagheranno per decenni stampatevi in mente le facce di costoro”.
La dimensione etico-culturale di un sistema economico può, naturalmente, evolvere, sia nella direzione di una maggiore apertura alle esigenze collettive, sia nella direzione di una progressiva chiusura egoistica.
“Centinaia di incarichi a Domenico Arcuri, personaggio a cui gli italiani pensanti non affiderebbero neppure l’amministrazione di un condominio trifamiliare.
L’ultima del commissario sempre e comunque, pure ai vaccini, è di aver speso 32 milioni per acquistare il test Biocredit Covid 19, talmente sicuro da fornire risultati sballati 6 volte su 10.
Quousque tandem abutere, Conte, patientia nostra?”.
Giancarlo Lehner

NARDONE

Poi sono arrivate le scandalose parole di Morra, che superano quelle dell’estate scorsa quando paragonava i simboli cattolici esibiti con segni inequivocabili di associazione mafiosa.
“ll grillino Nicola Morra blatera ferocemente che la Calabria è irrecuperabile, avendo i suoi cittadini votato Jole Santelli, pur essendo noto che fosse affetta da tumore.
Credo che i grillini e Morra in particolare siano loro tragicomicamente irrecuperabili.
Fra l’altro Morra, a riprova della qualità dei professionisti dell’antimafia, l’hanno nominato presidente della commissione parlamentare antimafia”.
Giancarlo Lehner

La moralità è veramente tale, se prima di essere proclamata e fissata, è espressione della coscienza.
“Il presidente grillino della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, ha ‘rimproverato’ i calabresi perché hanno votato alla presidenza della Regione la defunta Jole Santelli nonostante ‘fosse noto a tutti che era una grave malata oncologia’. Non è mia abitudine personalizzare lo scontro politico né invocare dimissioni, farò un’eccezione. Morra è riuscito ad offendere tanto gli elettori calabresi quanto gli oltre due milioni di italiani che combattono quotidianamente contro un tumore. Un uomo senza pietas, senza rispetto, senza equilibrio. Se una frase del genere fosse stata pronunciata da un parlamentare di centrodestra un coro avrebbe evocato il nazismo, essendo stata pronunciata da un grillino non resta che riferirsi alla categoria dei coglioni e chiedere le sue dimissioni perché indegno di rappresentare le Istituzioni”.
Andrea Cangini

Nella nostra discussione ci si chiede anche se questa discutibile prassi non sia dovuta ad una legislazione poco illuminata. Qualunque sia la fondazione di valori nelle diverse prospettive etiche, è chiaro che, con il venire meno di essi, vacilla il fondamento stesso della politica.
Per quel che riguarda Morra, non è necessaria una verifica troppo impegnativa per notare che la sua affermazione esprime, appunto, un mancato senso della persona umana.

loading...

Anna Tortora

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.