‘Complementarietà’, la moda pensa al sociale nella Mian Villa di Miano

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Napoli, 14 set. – Non una semplice collezione moda per la fashion designer Giovanna Panico. L’artista del taglio e cucito, si cimenta in un progetto sociale che punta a scovare talenti, costruire competenze e dare nuova speranza, in collaborazione con colleghi ugualmente motivati. La singolarità del progetto? Il tutto si svolge nella Mian Villa di Miano, centro Polifunzionale sito in Via Cupa Signoriello a Miano, bene confiscato alla criminalità e poi trasferito al Comune.

NARDONE

Nelle stanze della Villa cui è stato dato colore da professionisti della cooperativa Il Quadrifoglio e da artisti del fashion e del cinema, ogni giorno si lavora su attività di inclusione dedicate alla fascia minorile della città e non solo.

Un poker d’assi della solidarietà e del bene comune ha creato ‘Complementarietà’, progetto attivo, ideato dalla stylist Giovanna Panico, dal Dott. Domenico Morra, e dallo scrittore e sceneggiatore Antonio Urzo, in collaborazione con la Cooperativa Il Quadrifoglio.

Lo skyline della Villa della creatività, come è giusto ribattezzarla, è dato da un ponte che non limita i confini di vista e possibilità ricettive, ma amplia gli orizzonti dei ragazzini di Miano, creando un collegamento fattivo tra realtà e sogno, tra progettualità e futuro.

– Dottoressa Lidia Ronghi, da Presidente della cooperativa il Quadrifoglio,  vicina ai problemi del quartiere, ci racconti qualcosa in più di Mian Villa.

 Qui siamo in un bene confiscato alla camorra, assegnato alla cooperativa sociale Il Quadrifoglio nel 2014. Al momento della confisca il bene è stato vandalizzato, di conseguenza era completamente distrutto. Grazie a dei fondi del Ministero degli Interni è stato poi ristrutturato. Ora è un centro polifunzionale distinto in due corpi con la villa centrale, in cui si realizzano tutte attività orientate al sociale.  Siamo riusciti a far si che questo bene venisse messo a disposizione dei ragazzi del quartiere e questo ci ha permesso di essere accettati fin dall’inizio dai suoi abitanti. Nel 2015 abbiamo realizzato il servizio di educativa territoriale, che si occupa dopo la scuola, di ragazzi dai 6 ai 16 anni. Qui trascorrono il loro tempo libero, studiano ed imparano a scoprire i propri talenti. La Mian Villa è diventata un punto di aggregazione anche per le famiglie. Una volta al mese, in collaborazione con una psicologa, teniamo corsi di sostegno alla genitorialità, interventi che le famiglie sono felici di poter seguire. La cooperativa Il Quadrifoglio è radicata nel quartiere dal 2000; ospitiamo più di 45 ragazzi ed abbiamo liste di attesa interminabili per i corsi laboratoriali da noi attivati nella presa in carico. Quello che conta oggi è la relazione di fiducia creatasi tra la gente del territorio e le figure che operano qui.

– Giovanna Panico, artigiana della sartorialità partenopea, come è riuscita ad appassionare alla moda i ragazzi della Mian Villa attraverso ‘Complementarietà’?

Consapevole che i giovani vivono la moda mitizzandola, ho cercato di insegnare ai ragazzi della Mian Villa (che ora è anche la mia casa creativa), che dietro il fashion world e le icone da manifesto, ci sono dei professionisti che insegnano cosa fare e come costruire personaggi e successi. Loro mi hanno chiesto: “Possiamo farlo anche noi?”. Da qui è partita la consapevolezza di potersi impegnare nel seguire una passione, così da trasformarla in professione dei sogni. Ho spiegato loro la differenza tra stilista e stylist, cercando di educarli all’importanza della conoscenza e dello studio, pensando al futuro. Ad esempio gli ho raccontato che nel fashion attualmente bisogna pensare di trovarsi nel 2020 per creare nuove tendenze. Da qui nasce la parola ‘Ufficio Stile’, concepita non come sartoria, ma come ufficio in cui costruire la propria identità creativa. Grazie a ‘Complementarietà’, perfino i ragazzini hanno avuto percezione del taglio e cucito, della passerella, del concetto scenico, coreografico e fotografico, connesso alla moda. I giovani di Mian Villa hanno costruito così un proprio stile identificativo, lasciandolo sfilare a fine percorso formativo.

– Presidente Antonio Morra, quanta sinergia esiste tra ‘Artistikamente’ e ‘Complementarietà’?

Ci sono opportunità conoscitive che ‘Complementarietà’ cerca di offrire ai ragazzi che seguono il progetto da noi guidato. L’intento di Artistikamente è analogo. Con queste attività ci siamo accorti di aver portato nel quartiere di Miano opportunità che i giovani del posto non hanno mai visto nella loro vita. I ragazzini dell’educativa, hanno vissuto l’esperienza di ‘Complementarietà’ con entusiasmo, responsabilità e bellezza. Quanto a noi, è stato facile ritrovarci a lavorare nella voglia di “fare insieme” e costruire un percorso futuro per questi giovani nella Mian Villa. Crediamo nel valore di mettere insieme persone che possano collaborare fianco a fianco in un team, non per se stesse, ma per gli altri, costruendo relazioni ed opportunità. I ragazzi oggi pensano che ogni mestiere sia fine a se stesso, ma la società attuale ci insegna che multitasking e competente è l’optimum da seguire. Noi cerchiamo di aprire i loro sguardi sul futuro, dando uno spaccato diverso alle professioni della moda, improntate alla collaboratività. Complementarietà nasce come formazione professionale, ma quest’anno avremo anche la possibilità di conferire borse di studio nel quartiere di Miano.

– Antonio Urzo, con il progetto ‘Complementarietà’ i giovani hanno riscoperto luoghi e tradizioni della propria Napoli. Quanto è stato difficile guidarli nella conoscenza della propria identità partenopea?

Nell’idea creativa dell’operazione ‘Complementarietà’, già il pensiero di narrare nella moda una storia, è stata una scoperta per i ragazzi. Hanno compreso che la sfilata non è solo un “andare avanti e indietro sulla passerella”. Bisogna raccontare un qualcosa attraverso le espressioni artistiche, dare un’emozione. Nasco come organizzatore generale e produttore esecutivo… per me contestualizzare è importante. Cinema e moda hanno iniziato ad interagire tra loro in questo progetto, contaminato dalle personalità dei giovani dell’educativa. Il lavoro è confluito in un excursus che ha raccontato Napoli, la Mian Villa e i suoi colori attraverso la moda. Con questa attività e quelle future, vogliamo far sì che si creino le figure professionali giuste per alleggerire ed arricchire anche il nostro lavoro un domani.

 

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Arturo Favella

Arturo Favella

Fotoreporter freelance. Professionista dello scatto, racconta in immagini spaccati ed emozioni del reale. Per lui la foto è "musa" dell'informazione