Coldiretti: “Allarme siccità al Sud ”

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Napoli, 2 lug. – Con le temperature elevate aumenta la siccità nel sud Italia, dove le precipitazioni sono in calo del 40% e le temperature massime superiori di 1,7 gradi la media di riferimento a giugno. I temporali al nord hanno aggravato il conto dei danni, senza peraltro scalfire una situazione di grave crisi idrica. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla seconda decade del mese, che evidenzia una situazione di criticità diffusa sul territorio dell’Italia meridionale dalla Puglia alla Campania, dalla Calabria alla Sicilia fino alla Sardegna.

NARDONE

Le precipitazioni nel mezzogiorno, sottolinea l’associazione, erano risultate scarse anche a maggio (-53%), a aprile (-43%), a marzo (-64%) e febbraio (-39%) con il risultato di un abbassamento del livello di acqua negli invasi ed una aridità diffusa nei campi. ll crollo dei raccolti nelle campagne meridionali, dal grano al pomodoro fino alle olive, per la prolungata siccità, sottolinea Coldiretti, mette a rischio gli investimenti avviati per l’annata agraria con una diminuzione del livello occupazionale per il calo delle giornate lavorative offerte dall’agricoltura.

Con il prolungarsi dell’assenza di pioggia, insiste Coldiretti, al sud l’allarme siccità si è ormai esteso ad oltre i due terzi della superficie agricola nazionale, interessando praticamente tutta la Penisola con danni alle campagne che nel 2017 hanno superato a livello nazionale il miliardo di euro, tra crisi idrica e maltempo. Le precipitazioni al Centro Nord non hanno dato sollievo perché l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento mentre gli acquazzoni aggravano i danni con frane e smottamenti.

“Gli agricoltori italiani sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti – conclude Coldiretti – non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare”.

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Redazione

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