Codice antimafia, De Luca all’attacco: “La legge è un regalo alla mafia e alla camorra”

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Napoli, 29 set. – “La legge è un regalo alla mafia e alla camorra perché si tradurrà in distrazione dalla lotta alla mafia e alla camorra perché si perderà tempo tra procedure e scartoffie con i patrimoni”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca commentando l’approvazione del Codice antimafia durante l’intervista a Lira Tv.

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“La follia totale si ha quando si dice che bisogna costituire un organo ad hoc in sede distrettuale e poi definire le competenze. Questo è un circo equestre, l’Italia non è più la patria del diritto. Magistrati impegnati in scartoffie più che nella distruzione dei poteri criminali. Provi a immaginare le difficoltà dei magistrati davanti ad articoli fumosi rispetto al sequestro preventivo dei beni. Si starà per anni dietro al sequestro preventivo. Si distoglie l’attenzione per morire di carte bollate. Continuiamo con la distruzione di uno stato di diritto”. Per il governatore altra conseguenza legata al Codice antimafia sarà che le persone perbene si allontaneranno dalle istituzioni. “Deve esserci la differenza tra reato di mafia e quello di Stalker, o corruzione – ha evidenziato De Luca – Raddoppiamo le pene, ma facendo i processi. Se equipari la mafia, la camorra, la ndrangheta allo stalker fai una cosa demenziale. L’associazione mafiosa e camorristica è differente, la mafia spara, si sostituisce allo stato, inquina l’economia del paese, questa è la gravità estrema”. 

“Per quanto riguarda il Pd, basta questa legge antimafia per raggiungere i 5 Stelle in bestialità. Come tutti i miei colleghi – ha detto il governatore, che due giorni fa non è potuto intervenire alla festa di Mdp a Napoli per un corteo di contestatori che lo aspettavano – io devo scegliere se salire nei sondaggi, se lisciare tutti quanti, se far finta di non vedere i problemi, o lavorare con serietà per cambiare la realtà. Questa è la mia scelta. I miei colleghi per evitare la contestazione si vendono e rinunciano alla propria dignità e alla propria coerenza. Ma se avessi voluto fare così non mi sarei impegnato nelle sfide come sanità, trasporti ed ecoballe. Io dico quello che penso. Ho rispetto per elettori dei 5 Stelle, che hanno avuto un disgusto rispetto alla politica tradizionale”. De Luca non ha però risparmiato critiche al partito di Grillo: “Anche con loro bisogna fare un’operazione verità – ha detto – Il loro gruppo dirigente è parte dell’Italia del far finta e dell’imbroglio. In 5 anni hanno cambiato tutto. Sono partiti ballando nelle piazze ‘onestà onestà’, e ora Giggino di Maio, che guadagna più di 13 mila euro al mese, fa i saltini in piazza e si mette a fare campagna elettorale da vicepresidente della Camera. Fico ha ragione, ma quando fai le primarie finte ti ritrovi così”.

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