‘Cocciante canta Cocciante’, il tour: “ Ero una persona estremamente introversa e ho trovato nel canto la ragione di esistere”

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È un tipico ragazzo del ’68 (anno di inizio attivitá), Riccardo Cocciante,l’italofrancese nato in Vietnam che conserva nella sua minuta persona l’eleganza d’Oltralpe, l’affabilitá nostrana e soprattutto una voce corposa che sa rompere gli schemi e farsi ricordare, proprio come il velluto che accarezza la pelle, lasciando su di essa un senso di voluttuosa pienezza.

Figlio anche lui della celebre scuderia dell’ RCA che ne ha decretato gli esordi, l’artista ha musicalmente arricchito il panorama italiano con composizioni eccezionali ed altrettanti testi da ricordare. “Le mie canzoni descrivono dei momenti, dei sentimenti – dichiara Cocciante – e il pubblico mi parla quando canta, quando mi applaude”.

Un’alchimia questa che si rinnova fin dai tempi in cui l’artista ha iniziato ad esibirsi con i Nations, cantando in inglese. “Compagno di merenda” anche lui di Venditti e De Gregori, Riccardo ha sempre amato coinvolgere nel suo mondo musicale, artisti internazionali, assecondando lo spirito da gira mondo che ormai lo caratterizza. Non è un caso che abbia scelto di vivere man mano, in Italia, Stati Uniti, Francia ed Irlanda.

Da questi luoghi il compositore ha attinto vari fermenti che ne hanno decretato l’evoluzione. La sua musicale tendenza è incline però alla partitura classica. Lo si nota quando poggia le mani sul piano creando una personale “pozione magica” ogni qual volta fa derivare da un tasto sfiorato, un incanto. Sue sono state infatti le prime composizioni di suite, poi contaminate dal genere pop che a Cocciante ha tributato onore e gloria internazionale.

Dopo 10 anni di assenza dai live, Riccardo ritorna in tour col suo ‘Cocciante canta Cocciante’ e non trascura la Campania esibendosi (in recupero dopo l’annullamento della data di Pompei), al Real sito di Carditello, in provincia di Caserta.

Al suo fianco c’è la magnifica Orchestra sinfonica ‘Saverio Mercadante’, diretta dal Maestro Leonardo De Amicis. La simbiosi tra Cocciante e i suoi musicisti è spettacolo nello spettacolo, tanto da promanare in ogni dove, poesia.

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IL MONDO MUSICALE DI RICCARDO COCCIANTE

Venticinque album, 54 anni di carriera e un grande successo nell’opera popolare destinata a musical e teatro. L’album dei ricordi musicali di Riccardo Cocciante è ricco e variegato.

Dai tempi della sua ‘Bella senz’anima’,primo vero e proprio successo datato 1974, ne è passata di acqua sotto i ponti. Riccardo non ha mai mutato essenza, pur cambiando pelle. L’artista ha divulgato capolavori come ‘Quando finisce un amore’, ‘Margherita’, A mano a mano’, passando negli anni ’80 per brani come ‘Celeste nostalgia’, ‘Cervo a primavera’, ‘Sincerità’, ‘Un nuovo amico’ ed ‘Il mare dei papaveri’. La consacrazione definitiva arriva per lui a Sanremo con ‘Se Stiamo insieme’. Era il 1991 e Cocciante con questa vittoria si avvia verso un nuovo corso che gli procura appagamento, tanto da indurlo a pubblicare nel 1993 un CD intitolato ‘Un uomo felice’. La canzone più importante della sua vita resta però una: ‘Vivi la tua vita’, dedicata all’unico figlio ed è di una bellezza inaudita!

A questo proposito viene da chiedersi cosa sia il bello per Cocciante. In merito lui stesso risponde: “ È quello che noi artisti dobbiamo cogliere per farvelo scoprire. E una forma inedita di quello che è la bellezza, è l’arte. Per questo ho composto ‘Poesia’. Forse una delle mie prime canzoni che rivendicava la ricerca del mistero di una bellezza sublime che ai più spesso sfugge”.

Non si può dunque scorporare il musicista dall’uomo, quando si parla di Cocciante. Le due vesti camminano in simbiosi perchè Riccardo è prima di tutto un signor musicista e a questa inclinazione porta rispetto: “Considero tutti i musicisti amici perché dobbiamo sentirci. La musica è un fatto di contatto e se questo non si crea con le persone prima che con gli strumenti e le note, il risultato resta vuoto. Ero una persona estremamente introversa e ho trovato nel canto la ragione di esistere. Per questo “sento” la musica ed onoro chi la fa”.

Oggi tutti lo considerano, a ragion dovuta, un Maestro. Davanti a questo appellativo il cantautore arrossisce ancora. “Non so perchè mi chiamino Maestro – abbozza -, forse dopo Notre Dame de Paris, che ha compiuto ormai 25 anni, mi sono conquistato questo appellativo. Chi avrebbe mai creduto in una simile magia! Non ho mai pensato alle hit, ho sempre voluto raccontare quello che sentivo e il pubblico lo ha apprezzato. E’ sempre emozionate ascoltare i fan che cantano le mie canzoni!”.

E in effetti di emozione ne circola tanta durante il tour ‘Cocciante canta Cocciante’. La sua platea fatta di uomini e donne dotati di una spiccata sensibilità e di buona dose di romanticismo, appaga la vista, ma anche l’udito, quando si sentono intonare durante un live, brani restituiti come coro, in modo composto, intonato ed anche pieno di occhi e voci melliflui, trascinati da una grande bellezza che è quella della musica di Riccardo Cocciante.

Foto di Arturo Favella

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.