Certificazione Igp per l’albicocca del vesuviano parte da Sant’Anastasia la richiesta

Condividi

Sant’Anastasia, 14 maggio – Albicocca vesuviana: azioni in campo per farle ottenere la certificazione Igp, ovvero, Indicazione Geografica Protetta. Un percorso per dare valore al territorio ed alle eccellenze che la natura fa crescervi. L’albicocca e il suo riconoscimento, al centro delle discussioni, martedì 16 maggio alle 18 presso la Sala Convegni in piazza IV novembre. A Sant’Anastasia a cercare di valorizzare, l’oro ‘rosso’ del Vesuvio, ci prova il consigliere comunale del Pd, Raffaele Coccia: “L’albicocca è un prodotto che per anni è stato al centro dell’economia del nostro paese, ma, per vari motivi, non si è mai riusciti a salvaguardarla con una certificazione di qualità”. Un rapporto da ‘recuperare’ con un territorio spesso addormentato e dimenticato, e che nulla o quasi ha fatto per valorizzare le sue eccellenze, oggi, vede la politica locale e regionale intraprendere un percorso di ‘valorizzazione’. Un percorso, quello della richiesta Igp, che sarà illustrato, nel corso dell’convegno al quale interverranno: la consigliera regionale Enza Amato; il consigliere comunale di Sant’Anastasia Raffaele Coccia; il dott. Filippo Diasco (Dir. Gen. Set. Agricoltura Regione Campania); Agostino Casillo (Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio) e i presidenti delle Pro Loco dell’Arco – Sant’Anastasia, Pro Loco Somma Vesuviana, Pro Loco Ottaviano, Pro Loco Pollena Trocchia e Pro Loco San Sebastiano al Vesuvio. L’acronimo IGP indica un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione Europea, a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata. Per ottenere la IGP almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area. Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo. “Oggi come reazione alla globalizzazione – conclude Coccia –  vi è una riscoperta del territorio e dei prodotti tipici, e noi dobbiamo fare in modo che i nostri prodotti entrino in questi circuiti che valorizzano, anche dal punto di vista economico, i prodotti e i produttori”.

NARDONE
loading...

Maria Beneduce

Maria Beneduce