Caso Maresca o caso centrodestra ?

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La triste storia del centrodestra campano continua la sua inesorabile caduta verso il basso.
Forse e’ vero e bisogna riconoscerlo, l’ idea di aver candidato alla carica di sindaco senza certezze di vittoria un altro magistrato in piena guerra delle toghe e dopo il flop di Dema si è rivelato un errore.
Catello Maresca e’ sicuramente un uomo di mille doti umane e di grande capacita’ nel campo del diritto ma per la politica di strada ce n’è da fare. E’ anche vero che la squadra su cui puo’ fare affidamento non ha altre scelte chiudendo gli occhi sui gravi errori commessi in campagna elettorale e cioe’ sulla mancata presentazione delle liste e sulla strategia fallimentare  delle municipalita’.
Il tema della giustizia e’ al centro del dibattito nazionale poiche’ probabilmente si celebreranno i referendum e la ministra Cartabia si è esposta in questi giorni su un’ accelerazione della riforma parlando addirittura di “Caso Maresca” a proposito del sistema delle porte girevoli. In seguito a cio’ la flebile difesa della minoranza al comune di Napoli ha sguainato le spade contro la doppia morale della sinistra che vanta giudici nelle assemblee politiche da anni e lo stesso ha detto Matteo Salvini da Atreju rinnegando pero’ con estrema forza le “porte girevoli” e dunque scaricando il magistrato napoletano. Le domande da porci sono molteplici ma ne seleziono solo alcune.
Chi ha messo nelle condizioni Catello Maresca di incarnare il capro espiatorio delle toghe non a Napoli ma in Italia?
Se fosse stato eletto sindaco avrebbe rassegnato le dimissioni da magistrato?
Che pericoli corre l’ area del centrodestra a difendere posizioni che smentiscono la linea politica sulla giustizia
soprattutto alla vigilia dei referendum?
Le prime due risposte le conosciamo ma non possiamo rivelare al magistrato Maresca se la promessa per il passaggio
parlamentare sara’ onorata in tempi di tagli di poltrone.
La terza domanda invece merita qualche parola in piu’. L’ opposizione al Comune di Napoli e’ sintomo del peggiore situazionismo politico mai conosciuto. I partiti presenti in essi sono spariti e parliamo di FI, Fdi e Lega. L’ opposizione e’ guidata dai comunicati dettati dall’ estro di un sentimento individualista che approfitta dell’ assenza di una linea politica mentre tutti vanno in gita ad Atreju. Dove è finita la battaglia per le riforme sulla giustizia portate avanti dall’ area ? Dove è finito il garantismo ? Dove e’ finita la politica del centrodestra? Cosa significa fare opposizione, forse minacciare arresti alla maggioranza?

Rosa Criscuolo

Legale , giornalista , membro del comitato radicale italiani . È' stata opinionista radio e TV . Vive tra Napoli e Roma. [email protected]