Caso Cucchi, colpevoli due Carabinieri: condannati a dodici anni di carcere in primo grado

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I carabinieri Raffaele D’Alessandro e Alessandrro Di Bernardo sono stati riconosciuti colpevoli dell’accusa di omicidio preterintenzionale, in relazione alla morte di Stefano Cucchi. I giudici della corte d’assise di Roma hanno comminato una pena di 12 anni per i due militari.

La corte, inoltre, ha disposto il pagamento di una provvisionale di 100mila euro ciascuno ai genitori di Stefano Cucchi e alla sorella Ilaria.

I carabinieri Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro, Roberto Mandolini e Francesco Tedesco, a vario titolo, dovranno risarcire, in separato giudizio, le parti civili Roma Capitale, Cittadinanzattiva e i tre agenti della polizia penitenziaria esono stati condannati al pagamento delle loro spese legali per complessivi 36.000 euro.

Di Bernardo e D’Alessandro sono stati, inoltre, interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, mentre un’interdizione di cinque anni è stata disposta per Mandolini.

Assoluzione «per non aver commesso il fatto» invece per il militare dell’Arma Francesco Tedesco, unico imputato presente in aula. Condanna a 3 anni e 8 mesi per il maresciallo Roberto Mandolini e a 2 anni e mezzo per Tedesco, entrambi per l’accusa di falso.

La morte di Stefano Cucchi è avvenuta nel reparto penitenziario dell’ospedale Pertini di Roma il 22 ottobre 2009, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga nella notte tra il 15 e 16 ottobre.

laria Cucchi ha affermato: “Stefano è stato ucciso, lo sapevamo, forse adesso potrà riposare in pace e i miei genitori vivere più sereni. Ci siamo voluti 10 anni ma abbiamo mantenuto la promessa fatta a Stefano l’ultima volta che ci siamo visti che saremmo andati fino in fondo”.

Redazione

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