Caro energia. Economia di guerra scaricata sui lavoratori

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anna tortora
Anna Tortora

“Economia di guerra scaricata sui lavoratori. Siamo in un’economia di guerra, segnata da inflazione importata e caduta degli investimenti, ma le banche centrali “normalizzano” la politica monetaria come fossimo in una ordinaria fase di surriscaldamento dell’economia e di aumento dei redditi da lavoro. Così, anche la Bce alimenta recessione, disoccupazione e ulteriore innalzamento del debito pubblico.
L’inflazione va combattuta innanzitutto con una realistica offensiva diplomatica da parte dell’Ue finora completamente assente. Poi con interventi sul mercato spot del gas, sul prezzo al gas venduto dagli importatori e sui prezzi dell’energia elettrica. È autolesionistico da parte dei G7 tentare di imporre tetto al prezzo del petrolio quando sia i Brics che l’Opec+ sono indisponibili ad affiancarsi a noi e prendono decisioni di segno opposto.
In questo scenario, la guerra oltre al popolo ucraino, la pagano sempre di più lavoratrici e lavoratori europei, micro e piccole imprese. È urgente una svolta all’insegna del realismo.”
Stefano Fassina, Leu – Patria e Costituzione

Inoltre…
“Ultim’ora 35 / Gas 250 euro per megawatt/ora, carbone 345 euro/tonnellata, petrolio 95 dollari/barile (fonte: Sole24Ore). E a Milano, alla Fiera GasTech, il ministro dell’Energia indiano, Singh Puri, che spiega perché l’India continuerà ad acquistare gas e petrolio dalla Russia: «I governi eletti democraticamente rispondono prima di tutto al loro elettorato – ha detto Singh Puri -. Se i prezzi dell’energia sono alti non si rischia solo l’inflazione, ma anche una recessione con la R maiuscola».
Intanto, la Russia ha chiuso il gasdotto Nord Stream a tempo indeterminato e lo riaprirà solo se verranno ritirate le sanzioni.  I nani e le ballerine di Bruxelles però, mentre annunciano di voler inasprire le sanzioni, cianciano di «ricatto» da parte di Putin. Evidentemente i 70 mila manifestanti di Praga scesi in piazza contro le sanzioni anti-russe e lo spettro del malcontento e della povertà che si aggira per l’Europa, per i nani e le ballerine di Bruxelles non contano nulla. Capiranno, forse, solo quando sarà troppo tardi. O forse lo hanno messo in conto. Ma dalla baronessa Ursula von der Layen a Gentiloni, fino a Letta-Conte-Meloni, devono tutti fare come viene loro ordinato. Pardon, consigliato.”
Carlo Vulpio, giornalista e scrittore

Facciamo un esempio.
“Se un produttore semi monopolista, e comunque titolare di una quota maggioritaria della produzione globale, di coppole ha dieci clienti a cui vende il suo prodotto al prezzo da lui stesso stabilito, e  tre di loro pretendono, ad un certo momento, di imporre al produttore un tetto al prezzo delle coppole senza avere un accordo con gli altri sette che, anzi, sono contrari perché gli sta bene il prezzo del produttore, dal quale, peraltro, potrebbero così acquistare anche la quota dei primi tre, secondo voi cosa farà il produttore? Accetterà la pretesa dei tre? No, certamente. Semplicemente li manderà a quel paese e venderà tutta la sua produzione agli altri sette che non vedono l’ora. Dare denaro, comprare cammello!
Ecco spiegata la cialtronata UE e come finirà il tetto UE al prezzo del gas russo. Ops, delle coppole…”
Luigi Bobbio, magistrato e già senatore della Repubblica

“Tutti i cittadini si stanno chiedendo se le sanzioni alla Russia abbiano fatto effetto: è doveroso per Salvini sollevare il problema”.
Giulia Buongiorno, Lega

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.