Cardinale e arcivescovo ghanese Peter Turkson: “Fermare l’immigrazione di massa. La maggioranza non scappa dalla guerra

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Roma, 4 lug. – “Immigrazione? È arrivato il momento di chiudere il rubinetto”. È ciò che ha recentemente dichiarato il cardinale e arcivescovo ghanese Peter Turkson, nominato lo scorso anno da Papa Francesco prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale della curia romana.

NARDONE

Il cardinale africano -Scrive Il Giornale-, incalzato dai giornalisti, ha espresso il suo punto di vista in merito all’immigrazione di massa che sta investendo l’Italia e alla ventilata possibilità che vengano chiusi i porti alle Ong. “È come un rubinetto che perde acqua – ha spiegato – non è sufficiente asciugarlo, bisogna chiuderlo” – ha aggiunto, sottolineando che la la maggioranza dei migranti non provengono da zone di guerra e questi ultimi non devono necessariamente abbandonare il paese d’origine. “A mio parere possiamo cambiare le cose cercando di far rimanere i giovani dove sono”, ha sottolineato il cardinale.

“Il resto d’Europa non ha fatto la sua parte”

L’arcivescovo ha accusato i paesi europei di “non aver fatto la loro parte” e di aver costretto l’Italia ad affrontare da sola la crisi. Secondo Peter Turkson, tuttavia, “la chiusura dei porti italiani non è sufficienti a risolvere il problema” e occorre intervenire alla radice. Per l’arcivescono ghanese, infatti, “il vero problema è affrontare la questione all’origine e fare in modo che le persone smettano di arrivare in Europa”, investendo e migliorando le condizioni di vita dei paesi dell’africa subsahariana da cui parte quest’esodo di massa, dai numeri sempre più ingestibili. Va dunque riaffermato quel “diritto a non emigrare” di cui parlava anche Papa Benedetto XVI. Per Turkson questa posizione controcorrente non si pone affatto in contraddizione con il cristianesimo e con la parabola del “buon Samaritano” ma affronta la drammatica realtà dei fatti.

Chi è Peter Turkson, il cardinale anti-Trump

Peter Kodwo Appiah Turkson, ghanese di 68 anni, è stato nominato il 24 ottobre 2009 da Papa Benedetto XVI quale presidente del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, sostituendo nell’incarico il dimissionario cardinale Renato Raffaele Martino. Dopo aver preso parte al conclave del 2013 e collaborato alla stesura della seconda enciclica di Papa Francesco, Laudato si’, il 31 agosto 2016 Bergoglio lo ha infine promosso prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Dopo le dimissioni di Ratzinger, per un periodo Turkson era stato persino individuato come suo possibile sostituto. Il dicastero del Vaticano che ora dirige è nato dalla fusione di quattro dipartimenti riguardanti temi cruciali come la giustizia, la pace, l’ambiente, la salute, gli aiuti umanitari e l’immigrazione.

Molto critico nei confronti dell’Islam, nel 2012 Turkson, nel corso del Sinodo di ottobre, aveva fatto proiettare un video di sei minuti intitolato Muslim demographics secondo cui la crescita demografica dei popoli musulmani travolgerà presto i paesi occidentali. Nonostante le sue recenti dichiarazioni sull’immigrazione, di recente si è espresso in maniera molto dura anche nei confronti del presidente statunitense Donald Trump, dando la sua “benedizione” agli oppositori del tycoon: “Per fortuna ci sono anche voci contrarie, in disaccordo e contro”, promettendo di far leva sulle “lobby cattoliche Usa” per contrastare le politiche di Trump.

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Redazione

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