Camorra, in pochi mesi sciolti 5 comuni in Campania. Ecco la reazione dei cittadini, chiamati a eleggere un nuovo consiglio comunale

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Napoli, 11 mag. – Negli ultimi mesi sono ben 5 le amministrazioni comunali sciolte per infiltrazioni camorristiche, a conferma dell’estrema rilevanza del fenomeno: sciolti i comuni di Scafati (Salerno, già sciolto nel 1993), Casavatore, Crispano e Marano (della provincia di Napoli, il secondo anch’esso già sciolto nel 2005) ed infine proprio oggi “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di San Felice a Cancello (Caserta).

NARDONE

Pertanto spetta alla Campania registrare il primato, con 444 comuni commissariati tra il 2001 ad oggi. Una maglia nera che la Campania condivide, però, con buona parte delle regioni del Mezzogiorno. Soprattutto se si prendono in esame i dati relativi allo scioglimento delle amministrazioni comunali per infiltrazioni di tipo mafioso.

Quanto ai comuni il triste primato spetta a Casal di Principe, in provincia di Caserta: nell’arco di tempo preso in esame l’amministrazione comunale è stata sciolta tre volte per infiltrazioni mafiose e sei per altri motivi.

La reazione dei cittadini, chiamati a eleggere un nuovo consiglio comunale, si riassume in due parole: responsabilità e sfiducia. Infatti, un studio empirico mostra che gli elettori puniscono lo schieramento politico al governo durante lo scioglimento, che alle successive elezioni ha il 15 per cento in meno di probabilità di vincere. Coerentemente si osserva anche uno spostamento di voti verso coalizioni di centro-sinistra. Questo è dovuto al fatto che comuni governati da coalizioni di centro-sinistra sono meno colpiti dal commissariamento per infiltrazione mafiosa (sebbene non ne siano immuni). Da ultimo, gli elettori sembrano reagire allo scandalo anche con distacco verso la politica. Infatti, alle successive elezioni locali, si riduce l’affluenza alle urne (di circa il 3 per cento). Un calo simile, ma meno forte, ha luogo anche alle successive elezioni nazionali (di circa l’1 per cento).

 

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Redazione

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